Dietrofront Trump sulla "tassa Hormuz". Ma riparte il blocco

Scritto il 15/07/2026
da Valeria Robecco

Nuovi raid e stop a porti e navi iraniane. "Ora intese commerciali con il Golfo"

Donald Trump ripete che lo Stretto di Hormuz è aperto al traffico navale, fatta eccezione per l'Iran, contro le cui navi e porti è scattato nuovamente il blocco navale statunitense ieri, intorno alle 22 ora italiana, preceduto di poco da un'altra ondata di raid, in risposta agli attacchi iraniani alle petroliere in transito. Ma il presidente americano fa improvvisamente marcia indietro sulla tassa che lui stesso aveva paventato ventiquattr'ore prima come ricompensa per la sorveglianza della cruciale via marittima da parte degli Usa. "Sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medioriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Paesi del Golfo stipuleranno con noi", ha scritto il leader americano su Truth, affermando che "tali investimenti saranno ingenti ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro". Il tycoon ha poi ribadito il "blocco totale a Hormuz limitato alle navi dirette ai porti iraniani o in partenza da essi, oppure a quelle che trasportano carichi legati all'Iran", una decisione dovuta alla "sua leadership bugiarda, violenta e malevola, che sta trascinando il Paese verso la distruzione totale". Secondo Trump, il nuovo conflitto "sarà molto veloce, colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto. Hanno rotto l'accordo, hanno scoperto che c'era qualcosa che non gli piaceva e noi non intendiamo accettarlo". Allo stesso tempo, ha sostenuto che un'intesa "è ancora possibile".

Teheran invece ha riaffermato che Hormuz "non verrà mai riaperto a causa di guerre, aggressioni o trasgressioni americane". "L'unico modo per riaprire la via navigabile - ha spiegato un portavoce dell'esercito - è rispettare i diritti del popolo iraniano e che gli Usa rispettino il memorandum d'intesa".

Proseguono intanto gli attacchi incrociati: il Comando Centrale degli Stati Uniti ha fatto sapere di aver condotto l'ultima ondata di raid "colpendo con successo obiettivi militari in diverse località tra cui Bushehr, Chah Bahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas, al fine di ridurre ulteriormente la capacità iraniana di attaccare il traffico navale commerciale". E ha annunciato che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano in Medioriente. "Le forze americane restano vigili, letali e pronte". I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato che "importanti infrastrutture e le forze americane presenti in una base aerea in Giordania sono state prese di mira con missili balistici iraniani". L'esercito giordano ha abbattuto quattro missili dall'Iran, dopo che avevano violato il suo spazio aereo. Colpita anche una nave del Kuwait: feriti 4 membri delle forze armate.

Una fonte di alto livello della sicurezza di Teheran ha riferito a Cnn che il regime risponderà "in modo devastante" se Trump darà seguito alla recente minaccia di attaccare Pickaxe Mountain, il complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz.. Axios ha spiegato, citando funzionari Usa, che il tycoon ha dato il proprio sostegno al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per l'azione militare contro gli Houthi in Yemen. L'attacco di Riad all'aeroporto di Sana'a e i successivi dei ribelli filo-iraniani hanno rappresentato la più grave escalation tra Houthi e Arabia Saudita dal 2022.