"Nessuno è perfetto", ma questa commedia davvero lo è. La battuta più celebre di A qualcuno piace caldo smentisce il film capolavoro scritto e diretto da Billy Wilder nel 1959, interpretato da un trio di giganti che risponde al nome di Marilyn Monroe, Jack Lemmon e Tony Curtis. Storia di fuga, travestimento, equivoco, amore e musica, ambientata negli anni del Proibizionismo (1929 e dintorni), girata in splendido bianco e nero e considerata senza mezzi termini dalla critica "la commedia perfetta", A qualcuno piace caldo non poteva che avere una declinazione teatrale (l'ha avuta anche in musical, a Brodway e in Italia), che però nasconde un punto di forza e una sfida. Il primo risiede nei dialoghi: calibrati e brillanti. La seconda è nel suo essere puramente cinematografica, perché racconta di una fuga attraverso città e ambienti, implicando travestimenti e colpi di scena. La sfida è stata raccolta da Geppy Gleijeses che la porta in scena al Teatro Manzoni fino al 29 marzo con un trio di interpreti affiatati: Euridice Axen nel ruolo di Zucchero (Marilyn), la suonatrice di ukulele nella band tutta al femminile, in eterna ricerca di un uomo che la ami davvero, Giulio Corso nel ruolo del sassofonista Tony (Curtis) e Gianluca Ferrato nel ruolo del contrabbassista Joe (Lemmon). Gli ultimi in fuga, testimoni scomodi di un eccidio, dal gangster Ghette (Salvatore Esposito) che li vuole eliminare. La via d'uscita? Lasciare Chicago partendo in tournée con un'orchestra femminile. Travestiti da donne. La ricetta è infallibile, ma come misurarsi col mito? "Diventando qualcos'altro, spiega il regista Gleijeses rispettando la storia ma adattandola alle leggi del palcoscenico, utilizzando anche proiezioni d'alta qualità per gestire i numerosi cambi di ambiente. Billy Wilder era un genio che ha saputo realizzare capolavori di ogni genere, dalla commedia al dramma, restando sempre sé stesso. Con lui mi ero già cimentato alla regia di Testimone d'accusa. Infine, mi sento una sorta di predestinato: più di 50 anni fa, ero un ragazzino, feci la comparsa in un film di Wilder intitolato Che cos'è successo tra mio padre e tua madre?, ambientato in Italia. Vidi lavorare insieme Wilder e Lemmon, in un clima di confidenza e semplicità disarmante. A fine riprese me li ritrovai di fronte che chiacchieravano di un certo rabbit. Si stavano chiedendo dove andare a mangiare il migliore coniglio all'ischitana". A Euridice Axen, volto celebre di cinema, fiction e teatro, il compito di misurarsi con la leggendaria Monroe: "La mia scelta è stata quella di portare in scena Marilyn e non Zucchero, poiché le due donne in fondo sono identiche. Zucchero è un personaggio cucitole addosso, si può dire che Marilyn abbia già fatto il lavoro. La stessa storia di Zucchero, che cercava un uomo che le desse un senso e la proteggesse, è quella di Marilyn che mai conobbe il padre e cercò conforto in figure maschili importanti. Zucchero è amabile per l'ingenuità e la mancanza totale di malizia: la bellezza potrebbe renderla un'arrampicatrice sociale, ma il candore conferitole da Marilyn la trasformano in un personaggio immortale". La musica ha un ruolo importante: "Accanto alle musiche originali dello spettacolo a firma di Matteo D'Amico conclude Geppy Gleijeses ci sono alcuni evergreen di grandi della musica come Duke Ellington e Bing Crosby". E certo, non può mancare la mitica e sensuale "I want to be loved by you" cantata da Euridice Axen.

