Avrebbero voluto onorare il 14 luglio, giorno della festa della Bastiglia, ma la Spagna è ormai diventata la bestia nera dei francesi. Terza semifinale persa di fila dai Bleus dopo quelle di Europei e Nations League con Luis de la Fuente capace ancora una volta di piegare i rivali nonostante il pronostico fosse più dalla parte di Deschamps. Che avrebbe voluto chiudere la sua avventura sulla panchina dei transalpini con la terza finale mondiale consecutiva, ma la Francia scesa campo ieri sera a Dallas è stata solo la brutta copia di quella ammirata nel corso del torneo. Poca coralità del gruppo che quasi mai è stato in grado di impensierire Unai Simon a differenza della Roja brava nel far circolare palla e nel coprire bene il campo. Onore quindi alla Spagna che stavolta non ha avuto bisogno dell'arrivo del suo «angelo» dalla panchina, quel Merino decisivo con Portogallo e Belgio.
In una gara molto equilibrata, la differenza possa farla solo gli episodi. E l'ingenuità commessa da Digne dopo
22 minuti rompe l'equilibrio della gara e indirizza la gara a favore degli spagnoli: il fallo su Yamal, abile ad approfittare del controllo sbagliato dell'esperto difensore francese, provoca il rigore trasformato da Oyarzabal. Per l'attaccante spagnolo, uno dei fedelissimi di Luis de la Fuente sin dai tempo della squadra Under 19, quinto gol in un'unica edizione del Mondiale, eguagliato il record della Roja di Villa e Butragueno. Il capitano della Real Sociedad segna la 17ª rete nelle ultime 18 gare della Spagna, che è la 30ª totale in 60 presenze con le Furie Rosse.
Davanti alla solita parata di Vip allo stadio di Arlington, casa dei Dallas Cowboys (ci sono anche Usain Bolt e Tom Cruise, che sarà protagonista insieme a Luara Pausini e Robbie Williams, della cerimonia di chiusura di domenica a New York) lo spettacolo è modesto visto che le occasioni latitano. Torna Tchouameni nella truppa di Deschamps che sceglie di schierare Barcola e Olise più larghi per sfruttare al meglio l'uno contro uno, salvo poi cambiare idea a inizio ripresa rimettendo Dembélé a destra e più avanti togliendo il giocatore del Psg per inserire il compagno di squadra Doué,
decisivo dalla panchina contro il Paraguay. Stavolta però le scelte del ct francese non si rivelano positive, compresa quella di Koné al posto di Rabiot amminito e a rischio rosso.
La Spagna ha ancora Fabian Ruiz a centrocampo al posto di Pedri come accaduto nei quarti contro il Belgio e la Roja, che non ha mai esaltato in questa edizione del torneo iridato, gioca meglio e con una migliore organizzazione rispetto ai francesi. La splendida azione che porta al 2-0 di Pedro Porro (bella combinazione con Dani Olmo) mette in ghiaccio la sfida, un fuorigioco millimetrico nega a Yamal - sempre più in crescita - il terzo gol. Spagna a quota 37 gare di fila senza sconfitte, eguagliato il record dell'Italia di Mancini, e per la seconda volta in finale al Mondiale dopo il 2010. Francia a casa e con Mbappé, murato nel finale dal nuovo compagno di squadra Cucurella, ancora a bocca asciutta dopo la stagione nera del Real. Che non ha dato, prima volta nells storia, giocatori alla Roja...

