Via libera al dl Carburanti: il governo vara il pacchetto contro il caro benzina. Meloni: "Non vogliamo che i soldi degli italiani finiscano agli speculatori"

Scritto il 18/03/2026
da Redazione web

Il governo accelera sul caro carburanti legato alla crisi iraniana: sconto alla pompa già nelle prossime ore e intervento sperimentale per un mese. Meloni: "Diamo vita a un meccanismo anti-speculazione"

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per ridurre il prezzo dei carburanti, che hanno subito una impennata per la crisi innescata dalla guerra in Iran. Parlando al Tg1, Giorgia Meloni ha spiegato la ratio del dl: “Siamo intervenuti oggi in Consiglio dei Ministri con un decreto che riguarda il prezzo del carburante, la priorità in questo momento. Siamo intervenuti con tre misure: di fatto tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito d'imposta per gli autotrasportatori perché non vogliamo che l'aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo, e diamo vita a un meccanismo anti-speculazione che lega il prezzo del carburante all'andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi. Quindi, combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo immediatamente il prezzo”. In serata il comunicato finale di Palazzo Chigi chiarisce anche che "eventuali ulteriori interventi saranno valutati all'esito del Consiglio europeo del 19 marzo".

Nel corso della serata, in un video pubblicato sui social, la premier ha rivendicato il lavoro messo in campo dall’esecutivo per contenere i rincari energetici legati alla crisi mediorientale. “Continua il lavoro del governo per far fronte all'aumento dei prezzi dei carburanti, che sono conseguenza della crisi che sta coinvolgendo il Medio Oriente. Fin dall'inizio abbiamo attivato tutti i meccanismi a disposizione per assicurare la trasparenza sui prezzi, per intervenire insieme alla Guardia di finanza e all'Antitrust nei casi di aumenti anomali al distributore. Ed è grazie a questa attività, se finora in Italia l'aumento dei prezzi è stato in ogni caso più basso rispetto a quello che accade nei maggiori paesi europei”, ha detto Meloni.

Nel merito del provvedimento, la presidente del Consiglio ha quindi spiegato che “il decreto legge che è stato varato oggi prevede sostanzialmente tre cose: primo, riduciamo il prezzo del carburante di circa 25 centesimi al litro per tutti; secondo, introduciamo un credito d'imposta a favore degli autotrasportatori che è pari all'aumento di costi sul carburante che questi autotrasportatori sostengono, perché vogliamo evitare che l'aumento del gasolio si traduca anche in un aumento dei prezzi dei beni di consumo”. Una misura, ha aggiunto, che “viene prevista anche per i nostri pescatori”. Infine, Meloni ha insistito sul meccanismo antispeculazione: “Vogliamo legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all'effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori”. Secondo la premier, il sistema “consentirà di fermare subito gli aumenti ingiustificati” e di assicurare che petrolieri e distributori abbassino il prezzo alla pompa contestualmente alla diminuzione del greggio sui mercati internazionali.

Sulla misura è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, che ha sottolineato come “con il decreto appena approvato, il Governo interviene al fianco di cittadini e imprese, che potranno beneficiare sin da subito degli effetti di queste misure sui rifornimenti di carburante. Al tempo stesso, viene rafforzata l’azione di contrasto alle speculazioni, a tutela dei consumatori”. Pichetto ha quindi aggiunto che l’esecutivo è intervenuto “tempestivamente, nei limiti delle risorse disponibili”, ribadendo però che “una risposta strutturale alla difficile congiuntura internazionale – oggi aggravata anche dal conflitto in Iran – debba necessariamente arrivare dall’Europa, attraverso nuove regole ispirate al principio della neutralità tecnologica”.

Nel pomeriggio il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, uscendo dalla Prefettura di Milano al termine del tavolo con le compagnie petrolifere aveva spiegato che l'esecutivo era al lavoro “su un primo sostanziale taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore”. E parlando delle compagnie petrolifere si era detto soddisfatto: “Mi sembra che abbiano capito che famiglie e imprese non possono continuare a pagare benzina e gasolio a questi livelli”.

E ancora: “Parliamo di diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale di un mese e la riduzione non sarà di pochi centesimi: l'obiettivo è tornare sotto i due euro al litro, possibilmente sotto 1,90”. Il ministro ha spiegato che il governo chiederà anche “ai petrolieri un prezzo medio massimo” e “ai concessionari autostradali di tagliare una parte dei loro profitti”. Quanto alla durata della misura, Salvini ha sottolineato che “vedremo nel primo mese cosa succede in Medio Oriente, in Iran e nello stretto di Ormuz”, avvertendo che “se la guerra andasse avanti per mesi il problema non è il costo, ma la disponibilità del carburante”. Infine la conferma del Consiglio dei ministri: “Sì, è stasera alle sette, mi collegherò dalla Prefettura. Stiamo lavorando per arrivare al massimo possibile”, ha affermato, criticando anche “i vincoli europei e il Green Deal, fuori dal tempo in questo momento”.

A margine di un appuntamento a Milano, Salvini ha poi replicato anche alle parole dell’ex vicesegretario della Lega Roberto Vannacci, che aveva definito il taglio delle accise un “palliativo”: “Il bello di stare al governo è che gli altri fanno critica e polemica. Tu puoi aiutare le persone che hanno bisogno di essere aiutate. Lascio che i Vannacci e i Landini facciano polemica, da ministro dei trasporti abbiamo fatto qualcosa di importante per tanti italiani. Da domani tedeschi, francesi e spagnoli pagheranno molto più caro rispetto all'Italia diesel e benzina, se questa maledetta guerra andasse avanti per settimane o mesi, il rischio sarebbe di non avere più carburante”. Salvini ha poi ribadito che la Lega insisterà sull’apertura al petrolio russo: “Se lo fanno gli Stati Uniti di cui siamo partner non vedo perché non dovrebbe farlo l'Europa”.

Il ministro poi ha aggiunto: “C’è anche il tema degli Ets, delle tasse, dei vincoli del regolamento europei che in questo momento sono completamente idioti e fuori dal tempo come il Green Deal e sono sicuro che il governo italiano domani al Consiglio europeo si farà valere e qualora Bruxelles facesse finta di non capire, sono altrettanto sicuro che il governo italiano interverrà direttamente perché in questo momento l’ideologia pseudo green del ‘tutti a piedi’ è una cosa che le famiglie e i lavoratori italiane non possono avere”.