L'adesione alla Nato resta un miraggio. Quella all'Ue si avvicina di un altro passo. L'Ucraina è pronta a entrare ufficialmente in Europa, dopo che ieri è stata formalizzata la decisione di aprire il cosiddetto cluster 6 di adesione di Kiev all'Ue. "Un'importante pietra miliare nel percorso", secondo Bruxelles in un processo "che prosegue di slancio", secondo Kiev, soprattutto dopo l'accordo di Parigi sulla difesa comune europea. Tutto questo mentre oggi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen sarà in visita a Kiev proprio per spingere il processo di adesione dell'Ucraina, dove l'ennesimo rimpasto di governo ha modificato gli equilibri interni.
Con il nuovo cluster, dedicato alle relazioni esterne, che comprende anche la cooperazione nel settore della difesa e il contrasto alle minacce ibride, l'Ucraina continua nell'impegno a rendere la propria politica sempre più coerente con quella dell'Unione, in quel processo necessario per rispettare i parametri richiesti da Bruxelles. Von der Leyen, che avrà un bilaterale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, affronterà anche il dossier difesa, tra i principali capitoli dell'iter di adesione. "Da oltre due decenni non si tenevano quattro conferenze di adesione in un solo giorno", ha detto la commissaria europea all'Allargamento Marta Kos, riferendosi non solo all'Ucraina ma anche alla Moldavia, due dei Paesi più sotto scacco rispetto alla minaccia russa, e ad Albania e Montenegro, la cui è adesione è in fase più avanzata. "Le ragioni a favore dell'adesione dell'Ucraina all'Unione europea sono molto solide. L'architettura della sicurezza futura del nostro continente è impensabile senza l'Ucraina", ha sottolineato Kos, rimarcando come lo sviluppo di tecnologie belliche che stanno mettendo in grande difficoltà la Russia, ponga l'Ucraina in una posizione chiave per quanto riguarda la difesa del continente. "Il Paese è in una potenza militare con capacità che poche altre nazioni possono eguagliare, la ricostruzione della difesa europea deve basarsi su questa esperienza", ha aggiunto. Il vice primo ministro ucraino per l'Integrazione europea ed euro-atlantica Taras Kachka va oltre: "Siamo soddisfatti, non vediamo ostacoli significativi al percorso di adesione. L'integrazione europea resta una priorità assoluta del governo", ha detto aggiungendo che "il nuovo esecutivo sarà ancora più efficiente nell'affrontare sia le emergenze legate alla resilienza del Paese, sia le riforme strutturali necessarie per l'adesione all'UE".
Anche in questo ambito infatti si colloca l'ennesima rimpasto di governo a Kiev. La Verkhovna Rada ha approvato le dimissioni della Premier Yuliia Svyrydenko, pronta ora ad assumere il ruolo di consigliere presidenziale di Zelensky. Non c'è ancora l'ufficialità ma il nuovo premier sarà il ceo di Naftogaz, Serhii Koretsky, mentre Kyrylo Budanov, uomo chiave nello scacchiere di Zelensky, già capo degli 007 e suo consigliere personale, dovrebbe assumere il ruolo di ministro della Difesa. Salterebbe così Mykhailo Fedorov, protagonista principale della svolta tecnologica nell'apparato bellico ucraino ma non è escluso che possa conservare un ruolo nell'ambito dell'innovazione digitale.

