Bpm, Castagna aspetta ma Lovaglio vuole di più

Scritto il 15/07/2026
da Marcello Astorri

A Montepaschi va stretta una fusione tra pari

A Piazza Meda si attende di sapere cosa farĆ  Montepaschi. Ieri l’amministratore di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha aggiornato i consiglieri d’amministrazione sui recenti sviluppi del risiko bancario, ma non sarebbe emerso niente di più da un consiglio d’amministrazione ordinario che aveva anche tanti altri ordini del giorno. La verĆ  data Ā«xĀ» ĆØ domani, vale a dire quando tornerĆ  a riunirsi il board di Mps: sono in tanti a chiedersi cosa emergerĆ .
Quello che pare probabile ĆØ che verrĆ  fatto un passo in avanti: da Siena si risponderĆ  alla proposta di Intesa Sanpaolo, dove in virtù delle recenti dichiarazioni del ceo Luigi Lovaglio potrebbe essere richiesto un aumento del valore dell’offerta. Un concambio (1,6 azioni di Intesa Sanpaolo e 1 euro in contanti in cambio di 1 azione di Mps) che dallo scorso 8 giugno ha aumentato considerevolmente il suo valore e oggi sfiora i 34 miliardi di euro. Da Rocca Salimbeni, però, ci potrebbe essere anche un invito a Bpm di sostanziare meglio la proposta: secondo quanto raccolto, il valore di Mps ora ĆØ aumentato e non sarebbe più percorribile l’ipotesi di un Ā«merger of equalsĀ», un’aggregazione tra pari.
Tutto da vedere a questo punto cosa deciderĆ  di fare Castagna: perchĆ©, di fatto, la situazione potrebbe ribaltarsi e divenire Bpm la banca acquistata da Mps. C’è poi da pesare la posizione del Credit Agricole: i francesi, che si sono rafforzati a circa il 30% in Bpm, potrebbero valutare qualsiasi soluzione. GiĆ  in passato hanno dimostrato un approccio pragmatico e anche in questo caso, in cambio di filiali o di soluzioni per loro remunerative, potrebbero accettare una proposta allettante da Siena. Forse anche per questo - secondo indiscrezioni - girano voci di un braccio di ferro dell’attuale board di Bpm per rimanere indipendente, forse temendo di poter essere offerto come agnello sacrificale. Allo stesso modo, nelle sale operative alcuni non escludono inserimenti da Unicredit nel dossier Mps-Bpm, un’ipotesi suggestiva ma forse poco percorribile.