La gestione dell’ipercalcemia

Pubblicato il 13/04/2026
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La gestione dell’ipercalcemia si basa sul binomio clinica-valori, distinguendo tra approccio step-wise (forme lievi) e ASAP (forme gravi), sempre previa conferma dei valori di calcemia tramite calcio corretto per albumina e/o calcio ionizzato. Il PTH rappresenta il crocevia diagnostico: se elevato o inappropriatamente normale orienta verso l’iperparatiroidismo primitivo o, più raramente, l'ipercalcemia ipocalciurica familiare; se soppresso, impone la valutazione di valori e supplementi di vitamina D (sia 25OH, sia 1-25OH), la ricerca di neoplasie, patologie granulomatose o cause rare e iatrogene.
Sul piano terapeutico, i pilastri fondamentali sono l’idratazione (sino a 1-2 litri in bolo, poi 200 ml/h) per stimolare l’escrezione urinaria e correggere la deplezione di volume, e l'uso di bifosfonati, con lo zoledronato come scelta d’elezione per efficacia in 48-72 ore. Strategie complementari includono denosumab (in caso di insufficienza renale), steroidi (per linfomi e sarcoidosi) e i diuretici dell'ansa, da riservare esclusivamente alla gestione del sovraccarico volemico e mai da utilizzare isolatamente.
Review JAMA
2022 Oct 25;328(16):1624-1636. doi: 10.1001/jama.2022.18331.
Hypercalcemia: A Review
Marcella Donovan Walker, Elizabeth Shane
PMID: 36282253 DOI: 10.1001/jama.2022.18331

Revisione contenuti: Dott. Davide Romano
FADOI - Società Scientifica di Medicina Interna

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