Aggiorn@FADOI Numero 246 | 1° Maggio 2026

Scritto il 01/05/2026
da FADOI

Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,
siamo arrivati al numero del 1° maggio di aggiorn@FADOI ma, soprattutto, siamo arrivati a maggio, mese che da tradizione, tranne alcune eccezioni legate a fenomeni gravi contingenti (vedi COVID), è sempre stato il mese più importante per le nostre società, perché è il mese in cui si svolgono i nostri Congressi Nazionali.
Questo, infatti, è l’ultimo numero che precede i due eventi nazionali; tutti siamo impegnati nella preparazione e nella partecipazione al Congresso, pertanto, non verrà pubblicato il numero di Aggiorn@FADOI del 15 maggio ed il prossimo sarà quello del 1° giugno.
Quest’anno ancora una volta, dal 23 al 25 maggio, ci accoglierà il Palacongressi di Rimini con il suo “disco volante” pronto ad ospitare le plenarie. Questo per la FADOI è il 31° Congresso e sarà, come sempre, anzitutto l’occasione per salutarci e rivederci tutti insieme, poi per potere godere tutti insieme quello che è il principale evento scientifico delle nostre società e per potere avere da parte dei soci il primo contatto diretto con la nuova Presidenza e il suo Esecutivo, oltre che col nuovo Direttivo.
Per la parte scientifica i numeri sono assolutamente esaltanti, quasi quanto il valore del contenuto scientifico delle singole relazioni: 6 corsi, una tavola rotonda, 19 simposi di cui due congiunti FADOI – ANÌMO, 5 incontri con gli esperti, 12 minicorsi Giovani, 16 tra letture e mini-letture oltre le numerose comunicazioni orali dei singoli soci e la sempre ricca ed attraente sessione poster.
Come vedete ce n’è per tutti, questa è la tradizionale forza della FADOI e dell’ANÌMO, la vostra partecipazione è dimostrata dall’entusiasmo con cui avete prontamente effettuato le iscrizioni ai singoli eventi, al punto che quasi tutti sono oramai sold out; sono rimasti ancora ben pochi spazi, invito, quindi, tutti coloro che non lo hanno fatto, ad iscriversi nei posti residui.
Eccoci ora alla presentazione di questo numero.

Imaging intracoronarico e vulnerabilità della placca. Giuliano Pinna per Improta R, et al. Heart 2026; 0:1–8. doi: 10.1136/heartjnl-2025-327284

La vulnerabilità della placca coronarica, più che il grado di stenosi, è un determinante chiave degli eventi cardiovascolari. Caratteristiche come TCFA, elevato plaque burden e ridotta area luminale minima sono predittori indipendenti di rischio, soprattutto quando coesistono.  L’imaging intracoronarico permette una valutazione biologica della placca e migliora la stratificazione del rischio rispetto alla sola angiografia. Tuttavia, non è ancora definito se e come queste informazioni debbano guidare interventi terapeutici mirati sulle singole placche.

L’impatto dell’imaging avanzato, valutato con un protocollo innovativo, sulla segmentazione delle immagini LGE-MRI basata sull’intelligenza artificiale per una potenziale gestione della fibrillazione atriale. Giuliano Pinna per Berezhnoy e coll.   https://doi-org.bvsp.idm.oclc.org/10.1016/j.cmpb.2025.108722.

Il nuovo protocollo di segmentazione delle immagini LGE-MRI riduce l’eterogeneità dei dati. Il metodo migliorato di etichettatura dei dati aumenta l’accuratezza della segmentazione della parete atriale. Ora abbiamo a disposizione un nuovo dataset di immagini LGE-MRI segmentate e annotate.

Ablazione a radiofrequenza e chemioterapia contro sola chemioterapia nel carcinoma pancreatico localmente avanzato. Lo studio clinico randomizzato PELICAN. Giuliano Pinna per Seelen, e coll. JAMA Network Open. 2026;9(3): e263861. doi:10.1001/ jamanetworkopen.2026.3861 March 31.

Questo studio clinico randomizzato internazionale, condotto su 188 pazienti con carcinoma pancreatico localmente avanzato dopo 2 mesi di chemioterapia multi-agente, ha rilevato che la terapia ablativa locale con ablazione a radiofrequenza non ha migliorato la sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia e ha peggiorato la qualità della vita. I risultati di questo studio forniscono prove contrarie all’uso dell’ablazione con radiofrequenza (RFA) dopo la chemioterapia nei pazienti con carcinoma pancreatico localmente avanzato (LAPC).

Rischio di tumore della pelle nei pazienti con leucemia linfatica cronica. Giuliano Pinna per Drejøe, JAMA Dermatol. doi: 10.1001/jamadermatol.2026.0355

Questo studio mette in evidenza in modo chiaro che la leucemia linfatica cronica (CLL) non è solo una malattia del sangue, ma ha conseguenze più ampie sulla salute generale. In particolare, le persone con CLL presentano un rischio sensibilmente più alto di sviluppare tumori della pelle rispetto alla popolazione senza la malattia: nell’arco di dieci anni, la probabilità è circa doppia. Ma il dato forse più rilevante è che questi tumori, nei pazienti con CLL, tendono anche a essere più aggressivi. Infatti, aumentano sia il rischio che il tumore si diffonda (metastasi) sia quello di morire a causa della malattia cutanea, anche se in termini assoluti questi eventi restano relativamente rari. Nel complesso, il messaggio che emerge è che la CLL non solo favorisce la comparsa dei tumori della pelle, ma è associata anche a una loro maggiore gravità. Questo sottolinea l’importanza di una maggiore attenzione clinica e di strategie di prevenzione e monitoraggio adeguate in questi pazienti.

CRITICAL CARE

Gestione razionale dell’abuso di glucocorticoidi nelle infezioni respiratorie acute in ambito di cure urgenti. Giuliano Pinna, Claudio Marone per JAMA Network Open JAMA Network Open. 2026;9(4): e269261. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2026.926

Un programma di gestione che include formazione dei medici e confronto tra pari riduce significativamente le prescrizioni inappropriate di glucocorticoidi per infezioni respiratorie acute in pronto soccorso, passando da 20,4 a 8,8 prescrizioni ogni 100 visite.

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

Aderenza ad un corretto stile di vita e prevenzione del rischio cardiometabolico nei soggetti ipertesi. Giuliano Pinna, Sara Rotunno per Qiu e coll. JAMA Network Open. 2026;9(3): e260937. doi:10.1001/jamanetworkopen.2026.0937.

Questo studio si è chiesto se, dopo la diagnosi di ipertensione, mantenere nel tempo uno stile di vita più o meno sano oppure migliorarlo possa ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e diabete. I risultati mostrano che le persone con abitudini più sane dopo la diagnosi hanno un rischio nettamente più basso di queste malattie. Inoltre, chi riesce a migliorare il proprio stile di vita ottiene nel tempo ulteriori benefici, mentre chi lo peggiora va incontro a un aumento del rischio. Il significato è molto chiaro: modificare lo stile di vita non è un aspetto secondario, ma rappresenta una parte fondamentale nella gestione dell’ipertensione.

L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI

QUADRO trial: quadruplice vs triplice terapia nell’ipertensione resistente. Giuliano Pinna per Taddei e coll European Heart Journal (2026) 00, 1–12

La combinazione in un’unica compressa di quattro farmaci (perindopril, indapamide, amlodipina e bisoprololo) si è dimostrata superiore alla terapia tripla e rappresenta un’opzione terapeutica efficace per i pazienti con ipertensione resistente confermata.

SHORT REPORT

Aspirina dopo l’intervento chirurgico per il cancro al colon: chi ne trae beneficio?

Nel numero di aggiorn@fadoi del 15 febbraio 2025 pubblicai uno short report che presentava un trial clinico randomizzato, condotto dal Karolinska Institute di Stoccolma, che mostrava come l’ASA a basso dosaggio potesse ridurre significativamente il rischio di recidive nei pazienti in cui la malattia presentava la mutazione dell’enzima Pi3k. Si trattava di uno dei primi trial che analizzano gli effetti dell’aspirina sulla base di un biomarcatore tumorale. Ora in occasione delle Giornate francofone di Epatologia, Gastroenterologia e Oncologia Digestiva 2026, tenutesi a Parigi, il Dott. Pierre Michel, docente e medico presso l’Ospedale Universitario di Rouen, in Francia, ha presentato ULTERIORI dati sull’aspirina nella prevenzione secondaria del cancro del colon-retto.

SPAZIO GIOVANI FADOI

Sospensione della terapia con beta-bloccanti dopo infarto miocardico in pazienti con funzione ventricolare conservata. Ilaria Carbone, Claudio Marone per Choi, March 30, 2026, at NEJM.org.

Nei pazienti clinicamente stabili, senza segni di scompenso cardiaco e con frazione di eiezione ventricolare sinistra ≥40%, la sospensione della terapia con beta-bloccanti dopo almeno un anno dall’infarto miocardico si è dimostrata non inferiore alla prosecuzione del trattamento in termini di morte, reinfarto o ricovero per scompenso cardiaco. Questi risultati supportano l’ipotesi che, in una popolazione selezionata, la sospensione della terapia con beta-bloccanti possa rappresentare una strategia sicura e clinicamente appropriata, contribuendo a ridurre l’esposizione a farmaci non strettamente necessari e migliorando potenzialmente la qualità di vita dei pazienti.

  1. Nel numero precedente è stato pubblicato dai Giovani Puglia un argomento molto simile ma, nella sostanza diverso. In appendice un confronto tra i due studi.

MEDICINA DI GENERE

Tiazidici e rischio di iponatriemia: è una questione di età e di genere? Giuliano Pinna Elena Barbagelata per Bergh Fahlén e coll. JAMA Network Open. 2026;9(4): e264642. doi:10.1001/jamanetworkopen.2026

In questo studio di coorte condotto su 159.080 individui, tra le donne di età pari o superiore a 80 anni, l’uso di diuretici tiazidici è risultato associato a un rischio statisticamente e clinicamente significativo di iponatriemia rispetto all’uso di bloccanti dei canali del calcio. Al contrario, tra le donne di età inferiore a 65 anni, il rischio di iponatriemia è risultato trascurabile.  I risultati di questo studio suggeriscono che i medici prescrittori dovrebbero prendere in considerazione un attento monitoraggio clinico negli anziani, soprattutto nelle donne, che assumono tiazidici e che in questa popolazione potrebbero essere valutati trattamenti antipertensivi alternativi.

L’ANGOLO ANÍMO

Il ruolo moderatore dell’intelligenza culturale nel rapporto tra cultura assistenziale e comportamenti di cura degli infermieri nei contesti di medicina interna. Andrea Toccaceli e Ignazia Lo Burgio per Soylu A, Cihan Z. Internal Medicine Clinical. Int Nurs Rev. 2026 Mar;73(1): e70146.

La cultural intelligence, l’intelligenza culturale, intesa come una competenza complessa che permette all’infermiere di riconoscere, comprendere e gestire efficacemente le differenze culturali nel contesto assistenziale è necessaria ma non sufficiente. Senza una cultura organizzativa coerente, il suo impatto sui comportamenti assistenziali resta limitato.

L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA

  • L’uso delle terapie fisiche strumentali nella gestione della persona con dolore muscoloscheletrico. Sistema Nazionale Linee Guida Roma, 10 marzo 2026
  • Linee guida National Institute for Health and Care Excellence NG12: Suspected cancer: recognition and referral. Nice 2026.
  • Le cure complementari nei pazienti adulti in ambito palliativo Aromaterapia Music Medicine. ISS – lg 2022 aggiornate 2026.

Completato care Amiche e cari Amici, vi auguro una buona lettura ma, soprattutto, un buon Congresso 2026 ove avremo il grande piacere di incontrarci direttamente come ogni anno.

Andrea Fontanella

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