siamo al numero del 1° agosto e anche Aggiorn@FADOI si concederà le proprie meritate ferie, per poi rivederci pronti, col primo numero di settembre, ad affrontare il nuovo anno lavorativo. In un modo o nell’altro le ferie le godiamo tutti, c’è chi le ha fatte e se ne conserva ancora un pochino per settembre, chi le sta facendo, chi le farà, ma ad ognuno tocca il sacrosanto riposo ristoratore. Lo sappiamo, per il lavoro che facciamo le ferie ci sembrano sempre troppo poche, noi che siamo quotidianamente a contatto con malattie, morte e sofferenze, ma rappresentano quella boccata d’ossigeno vitale come per il “subacqueo” che, dopo aver lavorato a lungo in apnea, riemerge finalmente in superficie per respirare, per ritrovare ossigeno ed energia e tornare ad immergersi e a fare il suo lavoro. Il peso dell’impegno ospedaliero è un carico continuo: turni pesanti, emergenze e il dolore degli altri segnano profondamente la mente e il corpo ogni giorno, si accumula così una stanchezza profonda, fatta di empatia spesa e di tensioni che non si possono spegnere facilmente. Per tutti noi le vacanze non sono un lusso o un premio, ma il momento esatto in cui l’aria torna a riempire i polmoni, il ritorno alla vita; staccare serve a ricordare com’è il mondo fuori dai reparti, per ritrovare il battito calmo prima di tornare, di nuovo, a prendersi cura degli altri.
Non voglio essere troppo epicureo, secondo la cui dottrina il piacere vero è stabile e si divide in assenza di dolore fisico e assenza di turbamento dell’anima, ma, in effetti, senza il lavoro, il concetto stesso di vacanza svanirebbe perché verrebbe meno la sua funzione di pausa e ristoro. Lo stesso termine “vacanza”, se vi ci soffermate, ha un’accezione negativa: “vacantia” da vacuum, “vuoto”. Senza il principio del “contrasto” alla fine tutto sarebbe noia e mancanza di un vero godimento, mentre il piacere nasce dal passaggio da uno stato di fatica a uno di sollievo. Senza un impegno quotidiano e faticoso, il tempo libero perderebbe il suo valore semantico positivo ed una condizione permanente di inattività eliminerebbe la percezione del beneficio. Il lavoro scandisce le giornate e crea un ordine temporale, l’aspettativa della pausa rende il periodo di riposo desiderabile e gratificante. Paradossalmente Leopardi con la sua famosa poesia “Il sabato del villaggio”, celebra l’attesa del piacere come superiore al piacere stesso. Ed in realtà, solo la presenza di obblighi permette di apprezzare la totale assenza degli stessi e di avvertire il riposo come un premio meritato dopo lo sforzo produttivo. Perdonatemi, mi sono lasciato un po’ andare ma la vicinanza delle ferie fa questo effetto.
Voglio concludere la mia presentazione sottolineando come questo numero veda arricchiti i suoi articoli da preziosi ed autorevoli commenti di importanti soci FADOI oltre che di un’interessante lettera all’editore. Giuliano ed io siamo felici di tanta partecipazione.
Profilassi farmacologica del tromboembolismo nei pazienti medici ospedalizzati: revisione sistematica e metanalisi di rete. Giuliano Pinna per Marti, e coll. JAMA Network Open. 2026;9(5): e2611449.
Commento di Fulvio Pomero
Una revisione sistematica e metanalisi di ventidue studi clinici ha dimostrato che la tromboprofilassi farmacologica nei pazienti medici ricoverati riduce il rischio di tromboembolismo venoso sintomatico e clinicamente rilevante. Tra i farmaci valutati, i risultati indicano che la LMWH presenta il miglior rapporto beneficio-rischio, associando una riduzione significativa del TEV sintomatico e clinicamente rilevante a un profilo emorragico sostanzialmente neutro, mentre DOAC e UFH, pur efficaci nella prevenzione degli eventi tromboembolici, mostrano un incremento significativo del rischio di sanguinamenti maggiori. Poiché il rischio assoluto di tromboembolismo venoso è generalmente basso, è essenziale selezionare accuratamente i pazienti che possono trarre il maggior beneficio dalla profilassi, bilanciando, come sempre, efficacia e sicurezza.
Utilità dei biomarcatori sierici in aggiunta all’ecografia per la diagnosi precoce dell’epatocarcinoma nei pazienti ad alto rischio: uno studio randomizzato controllato. Sergio Di Fraia, Laura Amato, Luca Fontanella per Hirode et al. Gastroenterology. 2026 Mar;170(3):595-605.
Nella sorveglianza dell’HCC nei pazienti a rischio, l’ecografia resta il cardine della strategia diagnostica. L’aggiunta routinaria di AFP, AFP-L3 e DCP non ha migliorato, in questo studio, la rilevazione dell’HCC precoce; tuttavia, i biomarcatori possono avere un ruolo selettivo quando l’ecografia è limitata o negativa nonostante un sospetto clinico elevato. Il messaggio pratico è quindi quello di non sostituire l’ecografia, ma di considerare i biomarcatori come strumenti complementari in contesti e in pazienti ben selezionati.
Chiusura dell’orecchietta atriale sinistra o anticoagulazione nella fibrillazione atriale? Giuliano Pinna per Doshi e coll. New Engl J Med 394;21 nejm.org June 4, 2026.
Commento di Claudio Pascale
Nei pazienti con fibrillazione atriale candidabili alla terapia anticoagulante, la chiusura dell’auricola atriale sinistra mediante dispositivo si è dimostrata non inferiore ai NOAC nella prevenzione dell’endpoint composito costituito da morte cardiovascolare, ictus ed embolia sistemica. Inoltre, a tre anni di follow-up, la procedura ha mostrato un profilo di sicurezza superiore rispetto alla terapia con NOAC, grazie a una significativa riduzione dei sanguinamenti non correlati all’intervento.
Leucemia mieloide acuta di nuova diagnosi: efficacia di una terapia interamente orale. Giuliano Pinna per Roboze New Engl J Med 394;21 nejm.org June 4, 2026.
Commento di Luca Zanlari.
La combinazione orale decitabina–cedazuridina + venetoclax mantiene un profilo di efficacia comparabile agli schemi standard con ipometilanti parenterali e venetoclax, senza evidenza di interazioni farmacocinetiche tra i due farmaci. Nella coorte pivotale ha prodotto una remissione completa del 47%, una remissione completa/recupero ematologico incompleto del 63% e una sopravvivenza globale mediana di 15,5 mesi, a fronte di una tossicità principalmente mielosoppressiva ma gestibile mediante adeguamenti posologici. L’aspetto innovativo principale è la possibilità di erogare un trattamento efficace per l’AML in pazienti fragili attraverso un regime interamente orale, riducendo il carico assistenziale associato alle terapie parenterali.
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
Valore prognostico dei livelli di P-Tau 217 nella progressione del deficit cognitivo. Sara Rotunno Giuliano Pinna per Buckley e coll JAMA. doi: 10.1001/jama.2026.12556Published online July 14, 2026.
La p-tau217 plasmatica si conferma un promettente biomarcatore prognostico: negli anziani cognitivamente integri, livelli basali più elevati sono associati a un aumentato rischio di sviluppare deterioramento cognitivo fino a 13,5 anni di follow-up. Nei soggetti con valori molto elevati, il rischio stimato di progressione raggiunge il 38% a 5 anni. Sono comunque necessari ulteriori studi in popolazioni più rappresentative per confermarne l’applicabilità nella pratica clinica.
CRITICAL CARE
Utilizzo dei cateteri midline e dei cateteri venosi centrali e infezioni del torrente ematico: tendenze e approfondimenti dal 2016 al 2024. Mattia Lillu per McGinnis e coll. https://doi.org/10.1016/j. ajem.2026.03.004.
Negli ultimi anni molti ospedali stanno progressivamente sostituendo i cateteri venosi centrali (CVC) con i midline (MLC), con l’obiettivo di ridurre le infezioni correlate al catetere centrale (CLABSI Central Line-Associated Bloodstream Infection). Tra il 2016 e il 2024 l’utilizzo dei midline è quasi quadruplicato, mentre quello dei CVC si è dimezzato.
Secondo gli autori l’incremento del posizionamento dei midline dovrebbe portare ad una riduzione del numero delle CLABSI in due modi: ridurre il numero dei pazienti che può sviluppare una CLABSI (in quanto per definizione una infezione su un midline non rappresenta una CLABSI non essendo centrale) e ridurre il numero delle BSI (Bloodstream Infection) dal momento che i midline hanno durata minore e minor tratto di tunnelizzazione. Nonostante questo cambiamento radicale nella pratica clinica, l’incidenza delle CLABSI non si è ridotta in maniera significativa.
Il messaggio è chiaro: il rischio infettivo sembra dipendere più dal paziente, dai giorni di permanenza del catetere e dalle procedure assistenziali che dal tipo di dispositivo utilizzato.
L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI
Effetti indesiderati e interruzione del trattamento. Farmaci antipertensivi e loro combinazioni. Una metanalisi di rete. Giuliano Pinna per Wang JAMA Pubblicato online: 28 maggio 20026; 335;(24): 2135-2145. doi: 10.1001/jama.2026.6214
Un’ampia metanalisi, che ha esaminato 716 studi clinici per un totale di oltre 159.000 partecipanti, ha valutato quanto siano tollerati i diversi farmaci antipertensivi e le loro combinazioni. I risultati mostrano che la terapia meglio tollerata è stata l’associazione tra un bloccante del recettore dell’angiotensina II (ARB) e un calcio-antagonista. Inoltre, quattro dei cinque trattamenti con il miglior profilo di tollerabilità contenevano un ARB. In generale, gli effetti indesiderati che portano alla sospensione della terapia variano in base alla classe di farmaci e alla combinazione utilizzata. Alcune terapie di combinazione sono risultate addirittura meglio tollerate rispetto alla monoterapia e, in alcuni casi, anche rispetto al placebo. Questi dati suggeriscono che la scelta della combinazione terapeutica può influenzare in modo importante la tollerabilità del trattamento antipertensivo.
SHORT REPORT
Non sottovalutiamo troppo la sindrome del “Cuore Infranto”.
Andrea Fontanella
La sindrome del cuore infranto (o cardiomiopatia di Takotsubo) è la condizione medica reale che unisce l’epilogo tragico di numerose opere letterarie alla biologia moderna. Nell’opera di Giuseppe Verdi “I Due Foscari”, tratta dall’omonimo romanzo di Lord Byron, il protagonista Francesco Foscari, Doge di Venezia, muore letteralmente di crepacuore all’età di 84 anni dopo essere stato costretto ad abdicare. La morte per crepacuore, o per “cuore infranto”, è un classico tema ricorrente della letteratura e del melodramma, presente anche in altre importanti opere. Ne “I masnadieri” di Friedrich Schiller, il vecchio conte Maximilian von Moor muore di crepacuore dopo aver scoperto gli intrighi del figlio malvagio Franz e credendo morto l’altro figlio, Karl. Attenzione, quindi, a non sottovalutare troppo, come benigna e transitoria, la cardiomiopatia di Takotsubo, ma scegliamo bene quali pazienti studiare e sottoporre a follow up.
SPAZIO GIOVANI FADOI
Test rapido di suscettibilità antimicrobica per batteriemia da Gram-Negativi. Chiara Calvanese, Piera Alteri, Claudio Marone per Roboz e coll. New ENGL J MED 394;21 nejm.org June 4, 2026.
Uno studio clinico randomizzato su 850 pazienti con batteriemia da batteri Gram-negativi, condotto in quattro Paesi ad alta resistenza antimicrobica, ha mostrato che l’antibiogramma rapido eseguito direttamente dalle emocolture positive non ha dimostrato un vantaggio clinico significativo rispetto ai test standard. In altre parole, pur fornendo risultati più rapidamente, non è risultato superiore nel migliorare gli esiti clinici a 30 giorni. Ad ogni modo, sono stati evidenziati alcuni punti chiave come miglioramenti nei processi clinici con l’utilizzo di AST rapido.
MEDICINA DI GENERE
Differenze sesso-correlate nella regolazione del potassio: evidenze, meccanismi molecolari e implicazioni cliniche. Alessandra Pratesi ed Elena Barbagelata per Al-Qusairi e coll L. Biol Sex Differ 2026; 17: 63. https://doi.org/10.1186/s13293-026-00862-4
Uomini e donne presentano differenze biologiche ben documentate nel modo in cui l’organismo regola gli elettroliti, nella predisposizione all’ipertensione e alle malattie renali e nella risposta ai trattamenti per le patologie cardiovascolari e del rene. Tra queste differenze, la regolazione del potassio nel sangue rappresenta un aspetto particolarmente importante. Le evidenze scientifiche mostrano infatti che le donne sono più soggette a sviluppare ipokaliemia, cioè una riduzione dei livelli di potassio nel sangue, mentre gli uomini hanno una maggiore tendenza all’iperkaliemia, ossia a un eccesso di potassio. Queste differenze emergono soprattutto in condizioni di stress fisiologico o patologico, come particolari regimi alimentari, l’attività fisica intensa, l’assunzione di alcuni farmaci o la presenza di malattie croniche, tra cui l’insufficienza renale e la sindrome cardiorenale.
L’ANGOLO ANÍMO
Interventi infermieristici efficaci per la prevenzione ed il controllo delle infezioni correlate all’inserimento dei cateteri venosi periferici: un’umbrella review. Domenico Clemente, Ignazia Lo Burgio per José Costa e coll. Intensive & Critical Care Nursing. 2026 Feb: 92:104250. doi: 10.1016/j.iccn.2025.104250.
Questa revisione evidenzia quanto importante sia che gli infermieri applichino in modo sistematico interventi supportati dalle evidenze scientifiche per prevenire le infezioni correlate ai cateteri venosi, per limitare le complicanze e migliorare gli esiti clinici dei pazienti. Sottolinea, inoltre, il valore della formazione continua, del sostegno da parte delle organizzazioni sanitarie e di una leadership efficace nel promuovere pratiche assistenziali più sicure, in particolare nei contesti di cura per pazienti acuti e critici.
LETTERE ALL’EDITORE
Roberto Nardi e Afro Salsi ci scrivono. EBM e Medicina di Precisione: il clinico e l’anziano fragile.
Nel febbraio 2026 The Lancet ha pubblicato un commento dedicato a uno dei temi più delicati della medicina di oggi: la gestione terapeutica del paziente anziano fragile. Gli Autori evidenziano un dilemma che il medico di medicina generale affronta quotidianamente. Le linee guida cardiovascolari, basate sui grandi studi clinici, raccomandano un trattamento intensivo dei principali fattori di rischio anche nelle persone anziane. La geriatria, invece, propone un approccio più individualizzato, che consideri non solo le patologie, ma anche la fragilità, l’autonomia, la prognosi e gli obiettivi di cura del singolo paziente.
La chiave per comprendere questa apparente contraddizione risiede nel diverso modo di definire la fragilità. Nei trial clinici prevalgono indici costruiti soprattutto sull’accumulo di malattie e deficit fisiopatologici; nella pratica geriatrica, invece, assumono un ruolo centrale la capacità funzionale, la mobilità, lo stato cognitivo e il grado di autonomia, aspetti ben rappresentati dalla Clinical Frailty Scale.
Il messaggio del commento è chiaro: nel paziente anziano fragile la qualità della prescrizione non dipende soltanto dall’aderenza alle linee guida, ma dalla capacità di adattare le evidenze scientifiche alla persona, bilanciando benefici, rischi e priorità assistenziali.
L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA
Terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti (12-18 anni). Linea guida pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida. Roma, luglio 2026.
Linee guida per lo screening e la diagnosi del tumore della mammella (Adolopment linee guida europee) Capitolo donne con seno denso. Linea guida pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida. Roma, giugno 2026.
OLTRE LE LINEE GUIDA: Come gestire un paziente con frequenti attacchi di emicrania” – Discussione clinica del Beth Israel Deaconess Medical Center. Ann. Int. Med. – 2026
Buone ferie e buon riposo a chi le ha fatte, a chi le sta facendo e a chi le farà e a tutti voi buona lettura ed arrivederci a settembre.