Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,
siamo al 15 febbraio che coincide con la domenica di Carnevale e martedì 17 sarà il Martedì Grasso.
Nella presentazione di Aggiorn@Fadoi del 1° febbraio, approfittando del fatto che in questo mese Putignano in Puglia avrebbe accolto la 14a Winter School della Scuola Europea di Medicina Interna, vi ho parlato delle origini greche e romane delle feste popolari che celebravano il dio dell’agricoltura e segnavano il solstizio d’inverno propiziando un buon raccolto e l’abbondanza.
Ora che dal 15 febbraio, appunto, inizia la Winter School, proprio in una cittadina famosa per il suo Carnevale, mi fa piacere accennare a quelle che sono le nostre tradizioni carnevalesche.
La tesi più accreditata fa derivare il termine “Carnevale” dal tardo latino “carnem levare”, che significa “togliere la carne”, in riferimento al periodo di astinenza dalla carne che iniziava con la Quaresima, subito dopo i festeggiamenti del Martedì Grasso.
In questo giorno di “caos controllato” i ruoli sociali si invertivano, attraverso maschere e scherzi: gli uomini si vestivano da donne e viceversa, i poveri da ricchi, i ricchi da accattoni o da giullari. I balli, che ancora oggi contraddistinguono i veglioni, erano dedicati alle divinità della terra. Il ballo con i saltelli (come il “saltarello” laziale) imitava il crescere delle spighe di grano: più in alto saltavano i danzatori, più lunghi e fecondi sarebbero stati gli steli delle spighe.
Nel Medioevo e poi nel Rinascimento il Carnevale si diffuse in Europa, con grandi e festosi cortei mascherati e rovesciamento delle gerarchie. Lorenzo de’ Medici a Firenze introdusse i canti e i balli carnascialeschi che esibivano la grandezza dei signori e permettevano al popolo sfrenati baccanali. Anche a Roma, Milano, Bologna, Ferrara, Mantova, si costruivano carri allegorici che rappresentavano scene mitologiche, episodi della Bibbia, allegorie di vizi e di virtù, storie della Grecia e di Roma, segni astrologici, favole e leggende dei santi. Ancora oggi in Italia i principali Carnevali, noti per le sfilate di carri allegorici, sono Viareggio, famoso per i suoi carri giganti satirici in cartapesta, Venezia, con le sfilate sui canali e nelle isole (Mestre, Burano, Lido), oltre a città come Fano, Cento, Ivrea, Putignano, Acireale e San Giovanni in Persiceto, ognuno con le proprie tradizioni uniche di carri e feste.
Le maschere italiane nacquero a Venezia e sono già ricordate verso la fine del XIII secolo. Ma dai Carnevali di Venezia del XV secolo divennero una tradizione tipica della festa. Erano usate per diversi scopi, anche quello di nascondersi agli occhi della gente. Da Venezia si diffusero in Italia e in Europa e furono adottate dal teatro dell’arte. Ebbero la massima diffusione nei festini di Carnevale del Settecento, in cui conobbero grande fama personaggi come Rosaura la dama, Florindo l’innamorato, Lelio il bugiardo, inseriti da Goldoni nelle sue commedie. Le maschere celebrano le tradizioni delle città e delle regioni d’Italia.
Ora basta con gli scherzi e passiamo alle cose serie.
Emoglobina A1C preoperatoria, stato glicemico e risultati postoperatori in chirurgia generale. I chirurghi, come si sa, non si occupano volentieri degli aspetti metabolici o comunque internistici dei loro pazienti. E una disglicidemia viene spesso sottovalutata, con conseguente aumento del rischio operatorio e postoperatorio. Quest’ampia revisione ne è la conferma, a sostegno del fatto che l’internista dovrebbe essere più presente nei reparti chirurgici.
Diete chetogeniche e depressione e ansia. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per l’uso dei chetosi in psichiatria, soprattutto in disturbi come depressione, bipolarismo e schizofrenia, caratterizzati da alterazioni metaboliche e neurobiologiche. I corpi chetonici potrebbero agire migliorando l’energia cerebrale, riducendo infiammazione e stress ossidativo e modulando la neurotrasmissione, con meccanismi in parte simili a quelli osservati nell’epilessia. Le evidenze disponibili suggeriscono possibili benefici clinici, ma sono ancora dati preliminari e non definitivi: servono quindi studi più solidi per stabilirne efficacia, sicurezza e ruolo nella pratica clinica.
PILLOLE DI RICERCA
Il trasferimento mitocondriale dalla glia ai neuroni protegge contro la neuropatia periferica. NATURE ha recentemente pubblicato un lavoro sperimentale molto complesso che però può avere dei risvolti pratici, almeno potenziali, per le neuropatie periferiche. Giuliano ne ha sintetizzato i concetti essenziali, ricordando che l’articolo è open e quindi facilmente accessibile. Questo studio mette in luce un ruolo finora non riconosciuto della glia periferica e fornisce nuove chiavi di lettura per la neuropatia delle piccole fibre nel diabete, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche per la gestione del dolore neuropatico.
CRITICAL CARE
Stroke Unity Mobile con neurologo in telemedicina. Vantaggi? Quali vantaggi? Lo studio MSU-TELEMED. La mobile stroke units (MSU) permettono di anticipare la gestione dell’ictus in fase preospedaliera e di migliorare gli esiti clinici. Attualmente, l’assistenza neurologica nelle MSU può essere fornita sia con la presenza del neurologo a bordo sia tramite telemedicina, ma questi due modelli non erano mai stati confrontati direttamente in uno studio randomizzato. Lo studio MSU-TELEMED è stato progettato come uno studio randomizzato, in aperto e con valutazione degli esiti in cieco, per confrontare l’assistenza fornita dal neurologo a bordo con quella basata sulla telemedicina nei pazienti con sospetto ictus valutati su una MSU. Ce lo presentano Claudio Marone e Giuliano.
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
Mortalità per cancro secondo le occupazioni nei lavoratori statunitensi tra il 2020 and 2023: uno studio di popolazione. Sara Rotunno ci propone questo editoriale, che esprime bene il problema. Negli Stati Uniti la mortalità complessiva per cancro è in diminuzione, ma il dato nasconde un trend preoccupante: tra gli adulti più giovani alcuni tumori stanno causando sempre più decessi. Il caso più emblematico è il cancro del colon-retto, che potrebbe diventare la principale causa di morte oncologica sotto i 50 anni entro il 2030. Un andamento simile si osserva anche in altri Paesi ad alto reddito. Finora l’aumento è stato attribuito soprattutto a stili di vita poco sani, ma questo studio guarda oltre, analizzando il ruolo del lavoro, delle occupazioni e dei cambiamenti sociali. L’obiettivo è capire come ambiente professionale, sesso ed età influenzino oggi il rischio di morte per cancro.
L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI
Controllo intensivo della pressione nel paziente fragile. Un’analisi post hoc dello studio ESPRIT. Dalla NL della SIIA prendiamo questa recensione su un argomento notevolmente dibattuto, soprattutto tra ricercatori europei ed americani. Quanto abbassare la pressione sul paziente fragile? Quest’analisi post hoc dello studio ESPRIT si esprimerebbe a favore di una terapia aggressiva, ma … leggiamo fino in fondo.
SHORT REPORT
L’uso eccessivo dell’Intelligenza Artificiale (IA) mina il pensiero critico degli studenti di medicina e dei giovani medici. Non sempre gli amici sono amici veri. La FADOI, naturalmente sempre al passo con i tempi, è già da molti anni che si occupa dell’intelligenza artificiale e del suo uso in medicina, al punto di avere recentemente pubblicato un numero monografico dei Quaderni proprio sulla gestione della stessa in Medicina Interna. L’occasione di riproporre l’importanza dell’argomento, mi è offerta da un editoriale apparso sul BMJ-Evidenced Based medicine1 a firma di Jacob Hough, et al., in cui si ammonisce sui rischi potenziali sull’educazione medica derivanti dall’uso dell’IA generativa e l’argomento viene quindi brillantemente ripreso da un articolo di Jennifer Ann Thomas su Medscape del 20 gennaio 2026.
SPAZIO GIOVANI FADOI
Rifaximina nei pazienti con cirrosi scompensata e ascite: un trial randomizzato in doppio cieco controllato con placebo. I giovani Fadoi della Puglia, Antonino Noto e Fabiana d’Onofrio, ci propongono questo lavoro che ha cercato di stabilire se la rifaximina possa migliorare l’evoluzione clinica di pazienti con cirrosi molto avanzata, condizione fragile e ad alto rischio di complicanze. I risultati sembrano positivi nel complesso, ma in realtà sono ancora controversi.
L’ANGOLO ANÍMO
L’impatto della musicoterapia sull’agitazione nei pazienti anziani con demenza: una revisione sistematica e metanalisi. Ignazia Lo Burgio ci presenta questa interessante metanalisi pubblicata su Archives of Gerontology and Geriatrics. La demenza non comporta solo un declino delle capacità cognitive, ma anche sintomi comportamentali e psicologici, come l’agitazione, soprattutto nelle fasi moderate e avanzate. Questi disturbi peggiorano la qualità di vita della persona, aumentano il carico emotivo e assistenziale dei caregiver e possono portare più facilmente all’istituzionalizzazione. I farmaci, pur essendo molto utilizzati, hanno un’efficacia limitata e possibili effetti collaterali. Per questo cresce l’interesse verso interventi non farmacologici, come la musicoterapia, che può stimolare risposte emotive e neurobiologiche anche quando linguaggio e memoria sono compromessi, favorendo la regolazione emotiva e riducendo lo stress.
L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA
- Misurazione della pressione arteriosa nei chioschi in spazi pubblici: revisione sistematica e documento di consenso del Gruppo di Lavoro della Società Europea dell’Ipertensione sul Monitoraggio della Pressione Arteriosa e della Variabilità Cardiovascolare, approvato dalla Società Internazionale dell’Ipertensione e dalla World Hypertension League.
- Linee guida KDIGO 2026 per il trattamento dell’anemia nella malattia renale cronica
- Tumori della testa e del collo. Aggiornamento gennaio 2027 delle Linea guida pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida nell’aprile 2022.
Tutto completato care Amiche e cari Amici, come cantava Lorenzo il Magnifico: “Chi vuol esser lieto, sia / del doman non c’è certezza”, e un gioioso Carnevale a tutti … che dopo viene la Quaresima.
Andrea Fontanella
Aggiorn@FADOI Numero 241 | 15 Febbraio 2026
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