Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,
siamo al numero del 15 marzo di Aggiorn@Fadoi, e nella presentazione di questo numero mi fa piacere anticipare la pubblicazione da parte della Presidenza FADOI di un documento sulle priorità e sulle linee di azione della nostra Società scientifica, caratterizzando le criticità rilevate e le soluzioni proposte. Già questo, di per sé, ci dà l’opportunità di complimentarci e di ringraziare il Presidente Montagnani, la Presidenza tutta ed i Direttori dei Dipartimenti e del Centro Studi per il pragmatismo di questa scelta il cui obiettivo sarebbe quello di rendere trasparenti e condivise le priorità, di orientare le azioni dei prossimi mesi e favorire un coinvolgimento più ampio della base associativa. A breve le finalità di questo documento verranno spiegate a tutti i Soci con una lettera del Presidente Montagnani, che mi ha permesso di anticiparne i contenuti.
Si tratta di un documentò strutturato su nove punti essenziali e per ognuno di loro viene fatta un’analisi, esponendo criticità e proponendo soluzioni ed il corrispettivo gruppo operativo.
Il primo punto riguarda i Soci, esprimendo la necessità di un’ulteriore crescita e fidelizzazione oltre a realizzare una mappatura delle Medicine Interne italiane. Quindi, i Giovani, per una spinta verso una maggiore attrattività, motivazione e le considerazioni sul burnout cui sono sottoposti in questo nostro tempo. Rapporti istituzionali e advocacy, per i quali le criticità impongono la necessità di consolidare un posizionamento continuativo di FADOI come interlocutore tecnico-scientifico, evitando iniziative episodiche e dispersione di energie. Per quello che riguarda la Formazione si tenderà ad un modello multilivello e sostenibile, considerando che l’offerta formativa deve rispondere a bisogni diversi e integrare l’attività in presenza e quella digitale, garantendo al contempo sostenibilità economica e qualità. Si mira inoltre a realizzare una fotografia aggiornata della qualità, delle competenze e dei bisogni delle UO di Medicina Interna. Al sesto punto si tratta di Europa ed EFIM: partecipazione e ricadute, sottolineando come la presenza nei working group europei debba produrre risultati tangibili e continuità di rappresentanza. Il settimo punto affronta una criticità avvertita da tutti noi: l’organizzazione ospedaliera: intensità di cura, co-management e boarding. Indispensabile poi interfacciarsi con l’utenza e, quindi, il ruolo della Prevenzione e comunicazione verso i cittadini. Si chiude, infine, con il bisogno di dovere gestire al meglio l’Innovazione e l’Intelligenza Artificiale in Medicina Interna, considerando come l’adozione di strumenti di IA richieda governance (etica, responsabilità, dati) e formazione per un uso consapevole, evitando iniziative occasionali.
Sottolineo ancora una volta il valore di questa iniziativa che disegna un indirizzo preciso e definito per tutti i Direttivi Regionali caratterizzando ed uniformando la Mission FADOI.
Le schede informative dei prodotti a base di statine elencano alcuni esiti avversi come potenziali effetti correlati al trattamento, basandosi principalmente su studi non randomizzati e non in cieco, che possono essere soggetti a bias. Questa metanalisi di dati individuali dei partecipanti provenienti da ampi studi in doppio cieco sulla terapia con statine ha mirato a valutare in modo più affidabile le evidenze relative a tali effetti indesiderati. Ed emerge che, pur avendo talvolta, indubbiamente, degli effetti secondari le vere intolleranze sono rarissime e che in fondo sono tra i farmaci più calunniati.
Diabete mellito di tipo 1. Giuliano Pinna per Jacobsen JAMA. doi: 10.1001/jama.2026.0048
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune complessa con una lunga fase preclinica identificabile e una progressione relativamente prevedibile in presenza di autoanticorpi multipli. I progressi nella comprensione immunopatogenetica, nella tecnologia insulinica e nelle strategie di prevenzione stanno modificando profondamente la storia naturale della malattia. La sfida attuale non è soltanto ottimizzare il controllo glicemico, ma intervenire precocemente sul processo autoimmune per preservare la funzione β-cellulare e, in prospettiva, prevenire o ritardare l’insorgenza clinica del diabete.
Come sempre molto interessante e appropriato il commento di Tiziana Attardo.
Cardiotossicità da antracicline: NT-proBNP per guidare la cardioprotezione.
Luca Zanlari per Congying Xia et al. JAMA Network Open. 2025;8(12): e2546201. doi:10.1001
Nei pazienti con carcinoma mammario o linfoma, candidati a terapia con antracicline, una strategia di cardioprotezione guidata dall’NT-proBNP si è dimostrata fattibile e sicura e si associa a una modesta preservazione precoce della funzione ventricolare sinistra. Nel trial NT-proBNP-Guide la LVEF a 3 mesi risultava superiore del 2,0% rispetto alla gestione standard, senza incremento significativo degli eventi avversi. Questi dati rappresentano una proof-of-concept per un approccio di cardio-oncologia personalizzata, ma richiedono conferma in studi di maggiori dimensioni con endpoint clinici.
Il DNA tumorale circolante (ctDNA) come ruolo predittivo nel cancro del colon trattato e rapporti col Celecoxib. Giuliano Pinna per Zhang e coll. JAMA Oncol. 2026;12(2):149-158
Questo studio ha analizzato se la presenza di DNA tumorale circolante (ctDNA) nel sangue dopo l’intervento chirurgico possa prevedere la sopravvivenza nei pazienti con tumore del colon in stadio III, trattati con chemioterapia e con il farmaco celecoxib. I ricercatori hanno esaminato 940 pazienti utilizzando un test personalizzato e clinicamente validato per rilevare il ctDNA. I risultati mostrano che i pazienti nei quali il ctDNA non era più rilevabile dopo l’intervento avevano una sopravvivenza significativamente migliore. Al contrario, i pazienti con ctDNA ancora presente avevano un rischio più alto di recidiva o peggioramento della malattia. Un dato particolarmente interessante è che il trattamento aggiuntivo con celecoxib ha portato un beneficio in termini di sopravvivenza solo nei pazienti con ctDNA positivo, mentre non ha mostrato vantaggi nei pazienti ctDNA negativi. In sintesi, la misurazione del ctDNA dopo l’intervento si conferma un importante strumento prognostico e potrebbe aiutare a individuare quali pazienti traggono reale beneficio dall’aggiunta di celecoxib alla chemioterapia tradizionale, permettendo terapie più personalizzate.
CRITICAL CARE
Il dosaggio della “long cTnT” – troponina T intatta o minimamente frammentata- migliora la diagnosi di infarto in DEA. Claudio Marone Giuliano Pinna per Teppo e coll. European Heart Journal (2026) 47, 490–499 https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehaf975.
Livelli elevati di troponina cardiaca sono un riscontro frequente nei pazienti del pronto soccorso, spesso senza una causa chiara. Gli attuali test ad alta sensibilità per la troponina T cardiaca (cTnT) misurano le molecole di troponina T cardiaca intatta e frammentata (cTnT totale), senza distinguerle tra loro. Questo studio ha indagato se la misurazione solo della cTnT intatta e minimamente frammentata (cTnT lunga) fornisca un valore aggiuntivo per l’identificazione dell’infarto del miocardio (IM). Esso suggerisce che il nuovo test per la troponina T “lunga” potrebbe rappresentare uno strumento utile per rendere più accurata la diagnosi di infarto nei pazienti che arrivano in pronto soccorso con troponina elevata. In particolare, valori molto bassi di long cTnT sembrano identificare un sottogruppo di pazienti a bassissima probabilità di IM di tipo 1. Se confermati da ulteriori ricerche, questi risultati potrebbero aiutare a ridurre diagnosi e trattamenti inutili e a identificare con maggiore sicurezza i veri infarti, soprattutto quelli di tipo 1.
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
Screening annuale del cancro al seno vs screening basato sul rischio. Lo studio clinico randomizzato WISDOM. Sara Rotunno, Giuliano Pinna per Esserman JAMA. 2026;335(9):763-774. doi: 10.1001/jama.2025.24784
Sbloccare il potenziale dello screening basato sul rischio per il cancro del seno. Dalla rilevazione alla prevenzione, lo screening del cancro del seno basato sul rischio è sicuro, accettabile per le donne e permette di personalizzare intensità, frequenza e strategie preventive in base al rischio individuale. Non aumenta i tumori in stadio avanzato, consente di concentrare l’attenzione sulle donne a rischio più elevato e rappresenta un passo importante verso uno screening moderno e di precisione, più mirato ed efficiente rispetto al modello annuale standard.
L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI
Dopo lo stroke ischemico acuto continuare la terapia antipertensiva? Giuliano Pinna per Zhong e coll. Hypertension. 2026; 83:480–490.
Sulla base di due ampi studi clinici (CATIS e CATIS-2), questa ricerca ha valutato in modo approfondito le strategie di trattamento antipertensivo precoce nei pazienti con ictus ischemico acuto, sia in quelli già in terapia antipertensiva sia in quelli che non la assumevano prima dell’evento. I risultati mostrano che l’inizio precoce della terapia antipertensiva non riduce gli esiti clinici sfavorevoli, indipendentemente dall’uso precedente di questi farmaci. Allo stesso tempo, né l’assenza di un intervento immediato sulla pressione arteriosa né il rinvio del trattamento fino all’ottavo giorno dopo l’ictus hanno aumentato il rischio di eventi avversi.
SHORT REPORT
Il lipedema, spesso male interpretato, è oggi riconosciuto come una malattia cronica. Andrea Fontanella per Kruppa et Al. Nature Communication. Published on line 10 January 2026.
Il lipedema è una malattia del tessuto adiposo descritta già negli anni ’40, ma per molto tempo è stata fraintesa e spesso confusa con l’obesità o con il linfedema. Questa confusione ha portato a una sotto diagnosi diffusa, a trattamenti non uniformi e alla percezione errata che si trattasse soprattutto di un problema estetico.
Una delle principali difficoltà è che la diagnosi rimane clinica, basata sulla storia della paziente, sull’esame fisico e sull’esclusione di altre patologie, perché non esistono ancora test di laboratorio o di imaging ufficialmente riconosciuti. Questo ha contribuito a ritardi diagnostici e a un peggioramento della qualità della vita delle persone colpite. Negli ultimi anni, però, è stato pubblicato il primo consenso internazionale della Lipedema World Alliance, che ha fornito una definizione condivisa della malattia. Il lipedema viene oggi descritto come una patologia cronica caratterizzata da un accumulo simmetrico e sproporzionato di grasso negli arti, soprattutto inferiori, con risparmio di mani e piedi, associato a segni tipici come dolore alla pressione, facilità ai lividi e una marcata sproporzione tra parte superiore e inferiore del corpo. Questo consenso rappresenta un passo importante verso diagnosi più accurate e una gestione clinica più coerente.
SPAZIO GIOVANI FADOI
Enlicitide, primo inibitore orale di PCSK9: nuova frontiera terapeutica nel trattamento delle dislipidemie? Claudia Fonnesu, Fabiana d’Onofrio per Navar, et al for the CORALreef Lipids. NEJM, 394, Feb 5,2026
Circa la metà della popolazione adulta con malattia aterosclerotica necessita di terapie ipolipemizzanti addizionali rispetto alle statine ed all’ezetimibe per raggiungere valori di LDL colesterolo < 55 mg/dl.
Enlicitide, farmaco a somministrazione orale, ha dimostrato di essere efficace e sicuro in pazienti con pregressi eventi CV ed in pazienti con rischio cardiovascolare intermedio-alto. Dobbiamo attendere ulteriori dati per confermare le ripercussioni di tale farmaco nella pratica clinica, ma appare molto interessante e promettente per il trattamento delle dislipidemie.
MEDICINA DI GENERE
Differenze di sesso nell’efficacia di semaglutide in pazienti affetti da arteriopatia periferica – il Trial STRIDE. Olivia Simone ed Elena Barbagelata per Verma e coll. JACC VOL. 86, NO. 20, 2025.
L’arteriopatia periferica (PAD) è spesso associata a difficoltà di deambulazione e a problemi di circolazione che possono portare a un’elevata percentuale di amputazioni agli arti. In questo contesto è stato presentato STRIDE, un trial randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco, che ha coinvolto 792 partecipanti di cui 195 di sesso femminile con PAD sintomatica e diabete di tipo 2. Esso ha mostrato dati convincenti sull’efficacia disemaglutide – agonista del recettore del GLP-1 – nel migliorare la capacità deambulatoria, i sintomi e la qualità di vita nei pazienti con PAD sintomatica e diabete di tipo 2, ma non ha evidenziato differenze significative legate al sesso.
L’ANGOLO ANÍMO
Armadietti di distribuzione automatizzata ed errori di somministrazione dei farmaci da parte degli infermieri in contesti di degenza: una revisione sistematica. Domenico Clemente, Ignazia Lo Burgio per Osman e coll. Explor Res Clin Soc Pharm. 2026 Feb 5; 22:100714
La revisione analizza il ruolo degli Automated Dispensing Cabinets (ADC) — armadi automatizzati per la distribuzione dei farmaci introdotti alla fine degli anni ’80 e progressivamente implementati negli anni ’90 — nel ridurre gli errori di terapia correlati al personale infermieristico negli ospedali. Ebbene, gli Automated Dispensing Cabinets possono costituire un elemento rilevante nell’ambito delle strategie di miglioramento della sicurezza del farmaco, soprattutto se integrati all’interno di un approccio sistemico alla gestione della terapia farmacologica. L’efficacia di tali tecnologie dipende infatti non solo dalle loro caratteristiche tecniche, ma anche dalla qualità della loro implementazione, dalla formazione del personale sanitario e dall’integrazione con altri sistemi informativi ospedalieri.
CONTROVERSIE
New dietary guidelines for Americans: rischio di peggioramento della salute pubblica.
Nell’OPINIONE DELL’ESPERTO di febbraio, Tiziana Attardo ha pubblicato questo interessante commento critico.
Dalle Dietary Guidelines for Americans alla piramide alimentare rovesciata. What is true?
Le critiche sono state confermate e rinforzate da un commento di Domenico Panuccio e dalla presentazione di Andrea Fontanella. Ora anche Lancet pubblica un commento piuttosto critico, del quale vi mostriamo una sintesi.
L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA
- Gestione dell’arresto cardiaco in ambito extra e intraospedaliero (Basic Life Support)
- AASLD-IDSA sul trattamento dell’epatite B cronica
- Vaccini contro il Virus Respiratorio Sinciziale nell’adulto
Tutto completato care Amiche e cari Amici ed una proficua lettura a tutti.
Andrea Fontanella
Aggiorn@FADOI Numero 243 | 15 Marzo 2026
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