Le marionette alla conquista del mondo si ritrovano con la testa vuota e piatta

Scritto il 19/03/2026
da Marta Calcagno Baldini

Lo spettacolo della compagnia Colla è per ogni età: tratto da una pellicola del 1916, "Il sogno folle", andata perduta

"Le marionette non sono solo per bambini!". Sembra di sentirlo, Eugenio Monti Colla, direttore artistico della Compagnia marionettistica Carlo Colla & Figli dal 1984 alla scomparsa, nel 2017, quando spiegava che il mondo delle marionette non è solo una forma d'intrattenimento. È arte, è poesia, è evocazione. Da questa sera a domenica, al Teatro Gerolamo, è in scena Teste di legno, spettacolo che in qualche modo rappresenta una sublimazione di questo concetto. Siamo nel deposito e nel laboratorio a Milano in cui i marionettisti Colla realizzano i personaggi delle loro fiabe, dai capelli ai vestiti e tutti gli accessori e scenografie in cui ambientano gli spettacoli: una sera le marionette, al termine della loro giornata di lavoro, abbandonate negli armadi del deposito, si animano.

C'è Pinocchio, la Bella Addormentata, ma anche i pirati dell'Isola del Tesoro, streghe e stregoni. Finchè Re Barbarus, il più terribile tra i presenti, trovando un ritaglio di un giornale abbandonato dagli umani che parla di una "Grande Guerra", viene folgorato dal folle sogno di conquistare il mondo. E coinvolge tutto il deposito nel suo progetto: gli ideali si gonfiano e diventano teste grandi, grandissime, che poi però si svuotano e diventano piatte. Una metafora della situazione attuale? Può darsi, anche se Teste di legno è uno spettacolo realizzato sulla trama del film (introvabile) "Il sogno folle" girato con le marionette dei Colla nel 1916, uniche rimaste (in magazzino) con i materiali documentari (articoli di giornale e canovaccio). La pellicola è perduta, ma i Colla hanno deciso di riportare in scena lo spettacolo. "Il linguaggio marionettistico rende tutti i temi accessibili - dice Franco Citterio che dal 2017, alla morte di Eugenio Monti Colla, è direttore artistico della Compagnia, in cui arriva a soli 9 anni-: fa emergere il fanciullo nell'adulto e l'adulto nel bambino". Per rendere ancora più evidente la vicinanza al mondo reale che si vuole ispirare non saranno usate le marionette a cui siamo abituati, con un filo di circa 3 metri: qui si usano fili corti, col marionettista in vista sul palco. E sagome dipinte, oltre a registrazioni di spettacoli del repertorio della Compagnia e musiche originali di Danilo Lorenzini con trascrizione musicale di Daniele Sozzani Desperati, suonate dal vivo, e la voce narrante di Carlo Decio. "Questo spettacolo è una narrazione, non proprio una fiaba - continua Citterio -: l'abbiamo rappresentato finora una sola volta nel 2022 in un festival che abbiamo organizzato noi in collaborazione con Base, i nostri vicini di casa. Questa formula a filo corto permette di raggiungere spazi non teatrali o festival estivi, non richiede tutto l'apparato scenico tecnico dei ponti di manovra dei tiri di scena". E va dritto al punto.