Archiviato il capitolo Consob, la maggioranza si prepara a chiudere anche il dossier sulle altre Authority indipendenti. L'indicazione di Guido Stazi alla presidenza della Commissione per la Borsa, deliberata ieri dal Consiglio dei ministri, può interpretarsi infatti come il tassello che sblocca un'intesa più ampia sulle nomine ancora aperte. Un percorso che procede su un binario distinto rispetto a quello delle società partecipate, dove gli equilibri dovranno essere nuovamente definiti.
La scelta di Stazi, profilo tecnico con una lunga esperienza nelle Autorità indipendenti, è considerata negli ambienti parlamentari vicina all'area di Forza Italia anche per il suo passato alla Consob, dove è stato segretario generale per gran parte della presidenza di Giuseppe Vegas. Proprio su una figura tecnica aveva insistito il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani. "Sulla Consob noi siamo favorevoli, come ho sempre detto fin dall'inizio, a una scelta tecnica di persona esperta, di alto profilo, che conosca i meccanismi, conosca la macchina e sia svincolata dai partiti", ha spiegato, escludendo che la soluzione sia maturata dopo un confronto diretto con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Tajani ha inoltre evidenziato che "la Consob è diversa dalle altre Authority" perché "è la garanzia di tutto il sistema".
L'accordo raggiunto sul vertice dell'Autorità di vigilanza dei mercati sembra ora aprire la strada alla nomina del nuovo presidente dell'Antitrust. Secondo fonti parlamentari della maggioranza e fonti governative, il favorito sarebbe Saverio Valentino, dal 2023 componente del collegio dell'Authority. Anche in questo caso si tratta di un profilo tecnico: avvocato cassazionista, esperto di diritto della concorrenza e regolazione dei mercati, formato alla Sapienza e con percorsi di specializzazione al Collegio d'Europa di Bruges e alla University of Chicago Law School. La nomina dell'Antitrust segue però un iter diverso da quello della Consob ed è di competenza dei presidenti di Camera e Senato, che provvedono con determinazione congiunta. Secondo quanto si apprende, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana si sarebbero già confrontati sul tema, anche se dalle due presidenze non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale.
Negli equilibri che si vanno delineando, la presidenza dell'Antitrust viene considerata in quota Fratelli d'Italia, mentre alla Lega dovrebbe spettare l'indicazione del futuro presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. Una scelta destinata anche a incidere sui rapporti con il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, considerata la centralità dell'Anac nelle procedure sugli appalti pubblici.
Diverso è invece il capitolo delle società controllate dallo Stato. Le nomine nelle partecipate, infatti, fanno parte di un pacchetto separato e richiederanno un nuovo confronto nella maggioranza. Dopo la definizione del vertice del gruppo Ferrovie dello Stato con Gianpiero Strisciuglio amministratore delegato, restano da completare le caselle delle controllate. In Rfi appare probabile la conferma di Aldo Isi, mentre per Trenitalia la decisione è attesa dopo l'estate. Sul tavolo restano diverse ipotesi, tutte interne al gruppo, mentre il confronto politico tra i partiti della coalizione è destinato a proseguire nell'ambito di un percorso distinto.