Senza anestesia, senza bisturi e senza dolore: in poche ore i tremori che i pazienti non riescono più a controllare possono scomparire. È possibile grazie alla MrgFUS, la tecnica a ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica che permette di intervenire su aree estremamente precise del cervello senza incisioni né chirurgia tradizionale.
A dicembre, grazie al finanziamento di Regione Lombardia, è stato installato il sistema di ultima generazione «Exablate Prime», che consente di ridurre i tempi della procedura, disponibile al l'istituto Besta dal 2019, di circa un terzo. Il Besta è stato il primo centro in Europa a dotarsi di questa tecnologia abbinandola alla risonanza magnetica intraoperatoria, oggi presente in pochissime strutture in tutto il mondo, e ad aprire così nuove prospettive di ricerca e cura per tumori cerebrali e malattie neurodegenerative come l'Alzheimer.
«L'accessibilità a questa tecnologia altamente innovativa permetterà di offrire ai pazienti percorsi sempre più precisi, meno invasivi e capaci di aprire prospettive nuove in ambiti complessi come i disturbi del movimento, il dolore neuropatico, i tumori cerebrali e le patologie neurodegenerative» ha sottolineato il Ministro della Salute Orazio Schillaci.
«Essere il primo centro in Europa ad aver installato questa apparecchiatura in una RMN intraoperatoria - sottolinea Marta Marsilio, Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta - ci permette di offrire ai pazienti l'accesso alle tecnologie più avanzate disponibili a livello internazionale. Grazie al nuovo sistema puntiamo a trattare oltre 130 pazienti all'anno e a triplicare il numero di trattamenti sperimentali, sia nell'ambito dei tumori cerebrali sia per altre patologie neurologiche».
In ambito neurologico gli ultrasuoni focalizzati possono avere due principali applicazioni: l'ablazione di piccoli focolai cerebrali responsabili di una patologia o l'aumento temporaneo della permeabilità dei vasi sanguigni cerebrali che permette a farmaci, che normalmente non riescono ad attraversare la barriera emato-encefalica, di raggiungere le aree di tessuto cerebrale malato.