Mi importa poco se Giorgia Meloni andrà avanti dritta, batterà i pugni sul tavolo e domani sarà un altro giorno, magari con una nuova votazione al Senato. Quel che mi importa è che - come ladri di notte, a volto coperto - dei furbacchioni strapagati dagli italiani hanno tradito il governo e gli elettori votando contro le preferenze senza mostrare nemmeno la faccia. E dunque ancora una volta non saranno gli elettori a scegliere chi li rappresenta, ma un rito d'ufficio, una sfilata di peones nelle segreterie di partito. D'altra parte tutte le leggi elettorali, da anni, hanno la stessa funzione di un notaio al soldo di chi comanda: certificare chi sale in poltrona in cambio non di idee, ma di ubbidienza. La proposta di reintrodurre le preferenze veniva dalla destra di Giorgia Meloni e aveva fatto come sempre scattare la narrazione apocalittica: preferenze uguale mafie, oligarchie, complotti cosmici. Strano però che le preferenze restino ben vive nei Comuni, nelle Regioni e persino nelle istituzioni europee. Forse il fastidio non è la preferenza in sé, ma l'idea che il popolo abbia voce, qualcosa che la politica ormai annovera tra gli allergeni, perché vorrebbe dire che in Parlamento ci va chi vuole la gente. In pratica la democrazia.
Bene, questo voto è una ferita al governo, certo, ma anche una fortuna per la destra: mette a nudo chi sta dalla parte del cittadino e chi preferisce la segretezza, i Palazzi, le corti di leccapiedi. La sinistra ha votato compatta contro le preferenze, è vero, ma almeno l'ha detto prima, con la trasparenza di chi fa opposizione, ha esultato all'esito del voto e ci spiega perché. Non sono d'accordo ma non posso contestarglielo, ha fatto tutto alla luce del sole. Ma quel pezzetto di destra che ha affossato le preferenze regalando all'opposizione questa vittoria politica ha commesso un alto tradimento: prima verso gli italiani, poi verso la premier e la maggioranza che provava a restituire al popolo un po' di potere. Ora c'è un'unica richiesta sensata: ci mettano la faccia. Chi ha votato contro le preferenze dalla destra faccia come l'avversario: esulti, annunci il suo gesto in piazza, spieghi il perché. Se avete votato per coscienza, abbiate la cortesia morale di dirci il vostro nome. Se vi nascondete sotto il fango del voto segreto, sembrate mostri della palude: non è stile da rappresentanti di una democrazia che si rispetti.