Giornata consacrata alla difesa dell'Ucraina dopo il vertice dei Volenterosi a Parigi, ma soprattutto una prova di unità per un Vecchio Continente che trova nuovi partner sulla difesa dei cieli, nuovi invitati e grandi assenti. Nell'ultimo 14 luglio di Emmanuel Macron, il presidente francese che l'anno prossimo lascerà l'Eliseo dopo due mandati ha scelto ieri di far parlare immagini e suoni, come fosse la giornata su cui scrivere il suo testamento politico sul fronte internazionale: le 37 bandiere dei Paesi aderenti alla Coalizione pro-Kiev, la Marsigliese a Place de la Concorde in versione estesa. E niente Donald Trump in tribuna come accadde invece nel 2017, quando il tycoon fu sorpreso mentre accennava balletti sul brano Get Lucky dei Daft Punk, brand del French Touch famosissima negli States. Niente di tutto ciò, ieri.
Nella parata che ricorda il 1789 in cui gli insorti parigini presero la Bastiglia, Macron ha scelto di schierare i leader dei Paesi protagonisti di oggi e, dal suo punto di vista, di domani: 24 tra capi di Stato e di governo europei in tribuna, il presidente ucraino Zelensky con la moglie e delegati anche extra-Ue, oltre al premier britannico Starmer. Ha provato, insomma, Macron, a realizzare una coda al summit dei Volenterosi, mostrando i cannoni César, che Zelensky dalle tribune guardava ieri quasi con concupiscenza, applauditi al passaggio. La Coalizione era già realtà. Mostrarla al mondo, a Mosca quanto a Washington, era l'obiettivo di Macron. Senza Trump in tribuna d'onore. Quasi a dire: caro Donald, nonostante il tuo annunciato disimpegno dall'Europa possiamo essere autosufficienti, restando partner. E se Usa e Ue erano vicine nella lotta al terrorismo internazionale nel 2017, nel 14 luglio di ieri, di un Macron in uscita, il leader francese ha puntato sul risveglio strategico dell'Europa mostrando che il Vecchio continente dispone di "eserciti potenti, capaci di entrare per primi in un conflitto". L'Ue sembra aver trovato un collante nel riarmo. E nella Giornata della Bastiglia Macron ha cavalcato il dossier, intestandoselo come eredità presidenziale. Zelensky si è commosso. "Pronti a difendere la libertà anche col sangue", le parole di Macron a margine del summit dei Volenterosi. E alla parata ha schierato un numero record di militari: 6.800 effettivi a piedi e un incremento del 30% nel numero di veicoli e velivoli, una forza militare "modernizzata" e rafforzata dal "raddoppio" del bilancio della difesa tra il 2017 e il 2027, varato da Parigi.
Zelensky annunciava poco dopo le nuove commesse pro-Kiev e collaborazioni che vedono anche Roma protagonista, ieri rappresentata in primis dal presidente della Repubblica Mattarella. "L'Ucraina riceverà le licenze per produrre armi potenti", ha detto Zelensky, missili Scalp, bombe Aasm e missili Aster 30 in collaborazione con l'Italia. "La Francia collaborerà inoltre con noi e con altri partner al programma antibalistico Freyja, l'Ucraina sarà la prima a ricevere i nuovi sistemi franco-italiani Samp/t Ng potenziati", l'annuncio su X aggiungendo che l'Ucraina acquisterà i primi 16 caccia Rafale da combattimento, insieme al pacchetto di armamenti. "La formazione dei piloti, in Francia, dovrebbe iniziare quest'anno". La Bulgaria, dal canto suo, ieri ha annunciato invece l'addio ai Volenterosi. "Non partecipiamo a una coalizione che insiste per fornire assistenza finanziaria e militare all'Ucraina". Così si è sfilato il premier Radev, lasciando in dote a Macron l'invito risolvere il conflitto per via diplomatica, anziché "con mezzi militari". Macron ha annunciato che aderiranno al gruppo Moldavia e Macedonia del Nord, portando la Coalizione a 36 membri. La Germania non parteciperà alle prime manovre in Polonia: le considera, hanno detto ieri da Berlino, "un'esercitazione di stato maggiore di piccola scala".