Comprare un prodotto online e cambiare idea è una situazione piuttosto frequente. Che si tratti di un capo d'abbigliamento, di un elettrodomestico o di un dispositivo tecnologico, il diritto di recesso rappresenta una delle principali tutele riconosciute ai consumatori. Da alcune settimane, inoltre, esercitarlo è diventato più semplice, grazie alle nuove disposizioni entrate in vigore il 19 giugno, che impongono agli operatori dell'e-commerce di rendere la procedura più immediata e semplice.
È bene però chiarire un aspetto fondamentale: queste regole e tutele si applicano esclusivamente ai rapporti B2C, ossia agli acquisti effettuati da consumatori privati. Restano quindi esclusi i contratti tra aziende o professionisti con Partita Iva (B2B). A cambiare, inoltre, non è il diritto di recesso, che continua a essere disciplinato dal Codice del consumo, ma la novità riguarda esclusivamente le modalità con cui il consumatore può comunicarlo al venditore.
Una procedura digitale più semplice
In passato non era raro imbattersi in qualche sito che rendeva il recesso poco intuitivo. Moduli difficili da reperire, indirizzi e-mail di non immediata consultazione all'interno delle condizioni generali di vendita, o ancora procedure particolarmente complesse, finivano spesso per scoraggiare chi voleva restituire un prodotto.
Le nuove regole intervengono proprio su questo punto. Gli e-commerce devono infatti mettere a disposizione una funzione digitale (che il Codice del consumo definisce più propriamente come "funzione di recesso"), chiaramente identificabile, accessibile direttamente dal sito, o dall'applicazione utilizzata per concludere l'acquisto.
Attraverso questa procedura il consumatore deve poter individuare il contratto interessato, confermare la volontà di recedere e ricevere una comunicazione che attesti l'avvenuta richiesta, completa di data e ora. Una conferma che potrà rivelarsi utile anche qualora dovessero sorgere contestazioni.
I 14 giorni restano invariati
La semplificazione della procedura non modifica comunque le regole sostanziali del diritto di ripensamento. Nella maggior parte dei contratti conclusi a distanza, il consumatore continua ad avere 14 giorni di tempo per recedere senza dover fornire alcuna motivazione. Restano inoltre invariati gli obblighi del venditore, che dovrà procedere al rimborso nei termini previsti dalla legge, così come quelli del cliente, tenuto a restituire il bene secondo le modalità indicate dal professionista, e con spese a proprio carico, salvo diversa indicazione del venditore.
La nuova funzione digitale, comunque, non sostituisce gli strumenti già previsti dalla normativa. Chi lo preferisce può continuare a esercitare il diritto di recesso utilizzando il modulo tipo previsto dal Codice del consumo, oppure inviando una dichiarazione esplicita con cui manifesta la volontà di sciogliere il contratto.
Quando il diritto di recesso non si applica
Le nuove disposizioni non modificano neppure le eccezioni già previste dalla legge. Il diritto di ripensamento continua, ad esempio, a non applicarsi ai prodotti realizzati su misura o personalizzati, ai beni deperibili, ad alcuni contenuti digitali già fruiti con il consenso del consumatore e agli altri casi espressamente indicati dall'articolo 59 del Codice del consumo.
Se il sito non si è ancora adeguato
Può accadere che alcuni operatori non abbiano ancora implementato la nuova funzione digitale prevista dalla normativa. In questi casi il consumatore non perde il diritto di recesso, che può continuare a essere esercitato attraverso le modalità tradizionali previste dal Codice del consumo. L'eventuale mancato adeguamento può costituire una violazione della disciplina a tutela dei consumatori ed esporre l'operatore agli interventi delle autorità competenti nei casi previsti dalla legge.
Inoltre, qualora il consumatore non riceva le informazioni obbligatorie sul diritto di recesso, il Codice del consumo prevede un'estensione del termine per esercitarlo, che può arrivare fino a dodici mesi oltre il termine ordinario di 14 giorni. Si tratta di una tutela prevista per evitare che l'assenza di informazioni corrette o complete possa limitare l'effettivo esercizio del diritto di ripensamento.
Un rapporto più chiaro tra consumatori ed e-commerce
L’obiettivo delle nuove regole è rendere il rapporto digitale più equilibrato, evitando che per i consumatori sia più difficile cancellare un ordine rispetto a quanto sia stato facile concluderlo. Per chi acquista online si tratta di un importante passo avanti: inviare la comunicazione di reso diventa un'operazione più immediata e trasparente, che va a rafforzare l'efficacia delle tutele già previste dal Codice del consumo.
Come sempre, è buona norma conservare la conferma dell'ordine, la ricevuta digitale con data e ora del recesso e la documentazione della spedizione. In caso di discussioni con il venditore, questi documenti saranno fondamentali per dimostrare di aver rispettato i tempi e le regole.