L'oro ha sempre avuto due vite. Da una parte i caveaux blindati, dove sono racchiuse montagne di sterline e lingotti d'oro; dall'altra le fedi dei nonni o le catenelle regalate al battesimo, simbolo di affetto e casa, di ricchezza che sorpassa le generazioni.
Da ieri la Borsa di Milano offre la possibilità di investire in entrambi. Accanto a Confinvest oro, sbarcata sul Ftse Mib nel 2019, arriva Gens Aurea. Così la Borsa si divide, l'idea dell'oro come bene rifugio, fatto di pac e sterline, investimenti e protezione, non basta più, ora è necessario pensare al pragmatismo. Gens Aurea rappresenta il volto più quotidiano del metallo giallo, quello più facile da riconoscere per l'uomo comune. Attraverso la sua rete di Oro Cash, questo gruppo, da oltre 800 milioni di fatturato, intercetta i piccoli tesori dimenticati nei cassetti delle famiglie italiane, trasformando gioielli e vecchi ricordi in liquidità immediata per poi reintrodurre il metallo fuso nei canali industriali. Insomma, due strategie speculari che rispondono a bisogni opposti: Gens Aurea monetizza il presente, Confinvest blinda il futuro.
Sullo sfondo di questo sdoppiamento societario domina, immutabile, la forza gravitazionale della materia prima, quella che torna sempre al centro nel momento in cui si guarda ai portafogli di investimento. Perché non ci sono dubbi, pur avendo parzialmente rifiatato rispetto ai record assoluti dei mesi scorsi, quando l'oro aveva sfiorato 5.600 dollari l'oncia, continua a muoversi su livelli straordinariamente elevati che riscrivono le regole del risparmio. A sostenere la corsa sopra i quattromila dollari - segnando una crescita del 22% rispetto a un anno fa e di ben il 155% rispetto al 2021 - non sono solo le tensioni geopolitiche globali, ma la fame strutturale delle banche centrali dei paesi emergenti, che continuano ad accumulare riserve auree per sganciarsi dall'egemonia del dollaro, e una domanda industriale legata alla transizione tecnologica. L'Italia è un ottimo esempio: basti pensare che è il quarto detentore di riserve auree al mondo, che equivalgono a oltre 2.400 tonnellate, ovvero una piramide di oltre 95mila lingotti. Insomma, che sia per gli investitori o i Paesi, metallo giallo si conferma un ottimo asset capace di superare indenne le epoche e le svalutazioni monetarie.
Alla fine, Piazza Affari racconta che oggi esistono due modi diversi di fare business con lo stesso metallo. Ma almeno al debutto, l'entusiasmo degli investitori per Gens Aurea è stato più tiepido del previsto. Quella che è stata la più grande Ipo per l'Italia dal 2023, con una raccolta di 101 milioni, dopo un debutto sopra il pezzo di quotazione, fissato a 10 euro, ha poi frenato durante la giornata dello 0,5%, mentre Confinvest Oro ha bruciato l'1,8 percento.