Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,
dopo la pausa precongressuale, per la quale non abbiamo edito il numero del 15 maggio, ecco che aggiorn@fadoi torna col numero del 1° giugno.
La vivace città di Rimini ha accolto il XXXI Congresso di FADOI e quello parallelo di ANÌMO, davvero grande è stato il successo per il numero dei partecipanti, per il livello scientifico delle relazioni, per l’intensa partecipazione del pubblico, per l’interesse destato tra le istituzioni e le autorità del mondo della medicina che hanno voluto attestare la loro vicinanza, oltre che la loro alta considerazione alla nostra società.
Migliore non avrebbe potuto essere l’esordio al grande popolo FADOI del nostro Presidente Montagnani, che, nel suo discorso nella cerimonia di apertura del 31° Congresso FADOI, ha presentato la sua squadra e tracciato con precisione il suo programma.
Nella seconda parte del suo discorso ha poi manifestata tutta la sua emozione per avere raggiunto il suo prestigioso traguardo e ha emozionato, allo stesso tempo, tutti noi, riconoscendo l’importanza e il valore della storia della nostra società; ha sottolineato come ogni grande storia collettiva nasca da un’intuizione e cresca grazie al coraggio di chi la difende e si consolida attraverso il lavoro silenzioso di molte persone.
La storia di FADOI è esattamente questo: una storia di visione, di impegno e di appartenenza. Il suo grazie e la sua riconoscenza sono stati rivolti a tutti i Presidenti che hanno fondato la nostra società e che ne hanno determinato la crescita e l’evoluzione. Nella loro successione, dalle origini ad oggi, ognuno di essi ha caratterizzato la propria presidenza sulla base delle proprie caratteristiche, delle proprie capacità e possibilità, sempre, naturalmente nell’ambito del contesto di una società e di un sistema sanitario che si evolve e che si modifica; sempre, quindi, in linea con i tempi.
Si arriva così, col contributo di tutti, a quella che è oggi la nostra società, cresciuta enormemente nel numero dei soci, nella qualità scientifica dei suoi studi multicentrici, anche transatlantici, nella ricerca indipendente e spesso collaborativa con altre società, nella forza e potenza formativa, nel credito presso le istituzioni e presso il mondo scientifico.
Grazie Presidente per avere tracciati questo fil rouge che segna un’assoluta continuità tra passato e presente disegnando quella che per la FADOI è stata un’evoluzione nella continuità.
Ma non è finita, care Amiche e cari Amici, perché per ultimo mi sono riservato un importante annuncio.
È finalmente disponibile sul sito della FADOI il volume elettronico dedicato alla nostra storia: “FADOI. Il Passato, il Presente, il Futuro”, un progetto che raccoglie testimonianze, ricordi e riflessioni di coloro che hanno contribuito a costruire e far crescere la nostra Società Scientifica nel corso degli anni.
Potrete consultare la pagina dedicata all’indirizzo https://www.fadoi.org/fadoi-la-storia-il-presente-e-il-futuro/, scaricare l’opera completa oppure accedere direttamente, attraverso i singoli link per autore, ai capitoli che raccontano l’esperienza dei Presidenti e di quei soci che, con il loro impegno e la loro visione, hanno segnato le origini e lo sviluppo della FADOI.
Un patrimonio di memoria, idee e valori che ci aiuta a comprendere da dove veniamo, a valorizzare il presente e a guardare con maggiore consapevolezza al futuro della Medicina Interna italiana.
Buona lettura.
Nei pazienti con ictus ischemico non cardioembolico o TIA ad alto rischio già in terapia antiaggregante, l’aggiunta precoce e continuativa di asundexian ha ridotto il rischio di recidiva ischemica senza aumentare il rischio di sanguinamenti maggiori, configurandosi come una strategia promettente per la prevenzione secondaria dell’ictus. Aggiungere asundexian alla terapia antiaggregante sembra ridurre il rischio di nuovi ictus ed eventi cardiovascolari senza aumentare il rischio di sanguinamenti importanti.
Metronomo regolare, metronomo frattale e musica per la deambulazione del Parkinson – Giuliano Pinna per Sowalsky, e coll. JAMA Network Open. 2026;9(4): e262744. doi:10.1001/ jamanetworkopen.2026.2744 (
In questo studio caso-controllo condotto su 30 anziani, di cui 15 affetti da malattia di Parkinson e 15 soggetti di controllo sani, la musica è risultata associata a una maggiore velocità di camminata, a passi più lunghi e a un migliore movimento delle braccia, senza peggiorare la tempistica del passo rispetto a un metronomo standard. Inoltre, un metronomo frattale (un tipo di metronomo che non produce battiti regolari e perfettamente equidistanti ma genera tempi che variano seguendo schemi irregolari ma strutturati) è risultato associato a schemi di tempistica del passo più naturali rispetto all’assenza di segnale, mentre un metronomo normale è risultato associato a un peggioramento di tali schemi.
Prevenire la sindrome mano-piede nei pazienti oncologici. Giuliano Pinna per Baskarane, JAMA Dermatol. 2026;162(4):386-394.
Tra i trattamenti preventivi per la sindrome mano-piede da chemioterapia, diversi farmaci mostrano efficacia (diclofenac topico, silimarina, piridossina 400 mg e celecoxib). Tuttavia, il diclofenac è quello con le evidenze più solide: riduce sia le forme più gravi sia l’incidenza complessiva, risultando l’opzione profilattica più efficace.
La terapia con statine riduce in modo indipendente la mortalità e le complicanze epatiche nei pazienti con cirrosi: revisione sistematica e metanalisi aggiorna – Luca Fontanella per Bernardo de Faria Moraes e coll. Alimentary Pharmacology and Therapeutics. https://doi.org/10.1111/apt.70526
Le statine sono da sempre state demonizzate nei pazienti affetti da patologie epatiche, ma ormai sono diversi gli studi che ne dimostrano la loro sicurezza; il recente consensus Baveno VII, infatti, ha confermato la loro indicazione nei pazienti con rischio cardiovascolare ed affetti da cirrosi epatica. Oltre al profilo di sicurezza emergono evidenze su benefici che superano il “semplice” campo della dislipidemia, i dati disponibili suggeriscono un possibile vantaggio aggiuntivo sulla sopravvivenza nei pazienti cirrotici e sugli eventi di scompenso, in particolare sulla pressione portale. Attualmente non vi è indicazione delle statine per il trattamento esclusivo della cirrosi, ma il loro potenziale ruolo merita ulteriore considerazione e studi dedicati.
CRITICAL CARE
Fibrinolisi eco-guidata tramite catetere vs sola anticoagulazione nell’embolia polmonare acuta a rischio intermedio-alto: i risultati del trial HI-PEITHO – Anna Annarumma, Bianca Caputo, Claudio Marone, Maria Gabriella Coppola per Rosenfield K, et al. for the HI-PEITHO Investigators. N Engl J Med 2026. DOI: 10.1056/NEJMoa2516567
Nei pazienti con EP a rischio intermedio-alto, l’aggiunta della fibrinolisi eco-guidata (US-CDT) all’anticoagulazione standard riduce significativamente il rischio di morte per EP, arresto cardiaco o deterioramento emodinamico entro i primi sette giorni, senza aumentare l’incidenza di emorragie intracraniche rispetto alla sola anticoagulazione.
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
Cancro del colon-retto e rischio di mortalità negli anziani con e senza adenoma rilevato durante una precedente colonscopia. Sara Rotunno e Giuliano Pinna per Gupta e coll., JAMA. doi: 10.1001/jama.2026.3414 Published online April 9, 2026.
Negli adulti di età pari o superiore a 75 anni che hanno già effettuato una colonscopia prima dei 75 anni, il rischio di sviluppare un cancro del colon-retto o di morirne è molto basso, anche se in passato era stato trovato un adenoma (una lesione precancerosa).
Al contrario, il rischio di morire per altre cause è di gran lunga più alto: a 10 anni riguarda circa il 47–48% delle persone. Nello stesso periodo, il rischio di sviluppare un tumore del colon-retto è intorno all’1% (leggermente più alto in chi aveva avuto un adenoma), mentre il rischio di morirne è inferiore allo 0,5%. In sintesi, dopo i 75 anni la probabilità di ammalarsi o morire per cancro del colon-retto è molto inferiore rispetto al rischio di morte per altre cause, indipendentemente dalla presenza di adenomi in passato. Questo spiega perché le linee guida generalmente sconsigliano di continuare lo screening in questa fascia d’età.
L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI
Gestione dell’ipotensione ortostatica. Giuliano Pinna per David Moloney, MD; Ayman Youssef, MD, PhD; Luis E. Okamoto, MD JAMA Intern Med. Published online April 6, 2026
L’ipotensione ortostatica richiede un’attenta valutazione clinica, soprattutto nei soggetti a rischio, e un approccio terapeutico personalizzato, in cui le misure non farmacologiche rappresentano il primo e più importante livello di intervento.
SHORT REPORT
Dibattito su correzione rapida o lenta della iposodiemia cronica.
Noi tutti pensiamo di avere una certezza: in caso di iponatremia in valore del sodio sierico va corretto lentamente per evitare la temibile sindrome da demielinizzazione osmotica (ODS), ma questo articolo ha fatto sorgere dubbi. Quanto lentamente correggere l’iponatriemia cronica? Due nefrologi esperti si sono confrontati su questo argomento in un dibattito di un’ora tenutosi in occasione del National Kidney Foundation (NKF) Spring Clinical Meetings 2026: Juan Carlos Q. Velez, MD, professore di medicina e presidente ad interim di nefrologia presso l’Ochsner Health di New Orleans e Helbert Rondon Berrios, MD, professore di medicina, divisione di nefrologia ed elettroliti presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Pittsburgh.
SPAZIO GIOVANI FADOI
Riabilitazione motoria da remoto assistita da Intelligenza Artificiale nell’ipertensione arteriosa: efficacia sulla capacità di esercizio e sul controllo pressorio. Ilaria Carbone, Claudio Marone (Fadoi Giovani Campania) per Yao e coll. https://www. jmir. Org /2026/1/e81400 J Med Internet Res 2026 | vol. 28 | e81400 | p. 1
Una APP con riconoscimento posturale 3D trasforma lo smartphone in un personal trainer digitale, migliorando sicurezza ed efficacia dell’esercizio a domicilio. Questo approccio riduce in modo significativo la pressione sistolica anche senza farmaci, superando nettamente i metodi tradizionali basati su semplici istruzioni scritte. Il modello è sicuro, personalizzabile e scalabile, utile per supportare medici e pazienti nella gestione quotidiana dell’ipertensione.
MEDICINA DI GENERE
Differenze di genere nella sindrome cardiovascolare-renale-metabolica: l’analisi aggregata FINE-HEART. Carmela Mazzoccoli Elena Barbagelata per Taya e coll. European Heart Journal Open (2025), oeaf162 https://doi.org/10.1093/ehjopen/oeaf162
In questa ampia analisi aggregata di oltre 18.000 individui con sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), le donne hanno mostrato una maggiore prevalenza di CKM allo stadio 4, nonché un maggiore carico di multimorbilità.
L’ANGOLO ANÍMO
Atteggiamenti e partecipazione alla gestione del rischio di caduta: uno studio trasversale multicentrico su medici, infermieri e pazienti. Ignazia Lo Burgio per Mou e coll-. PLoS One. 2026 Mar 27;21(3): e0343136. doi: 10.1371/journal. Pone. 0343136. PMID: 41894352; PMCID: PMC13028545
La prevenzione efficace delle cadute dipende meno dalla presenza di protocolli formali e più dalla qualità dell’integrazione tra professionisti sanitari, dalla comunicazione interdisciplinare e dal coinvolgimento attivo del paziente.
L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA
- Trattamento dell’artrite reumatoide PANLAR Pan American League of Associations for Rheumatology. Lancet Rheumatol. 2026
- Sindromi di predisposizione ereditaria ai tumori: tumori associati ai geni della ricombinazione omologa. Sistema Nazionale Linee Guida
- Ministero della Sanit: Atto di indirizzo per l’anno 2026.
Tutto completato care Amiche e cari Amici, buona lettura e un caro saluto a tutti
Andrea Fontanella
Aggiorn@FADOI Numero 247 | 1° Giugno 2026
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