Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,
ci sembra che l’estate sia appena cominciata ed eccoci già alla metà di luglio e, con esso il numero di Aggiorn@FADOI; un numero estivo ma di grande soddisfazione perché raggruppa un’interessante raccolta di argomenti monotematici di estremo interesse per noi Internisti.
Ma oggi voglio spezzare una piccola lancia a favore dei nostri amici Chirurghi, soltanto perché tutti i media stanno particolarmente impazzando sui loro errori, come sempre esasperando i toni e, come sempre, lanciando in modo roboante il solito concetto di Malasanità espresso quasi come “colpa”, intesa in senso evangelico e non in senso legale, ovvero “colpa” come atto maligno e voluto. Fermo partendo dal concetto che l’errore è insito nella natura umana, in quanto l’uomo non è una macchina perfetta e pertanto soggetto a sbagliare, ribadiamo come in tutti gli ambiti professionali, così anche come in ambito sportivo, sappiamo che “i migliori” sono quelli che sbagliano di meno e non certo quelli che non sbagliano mai.
Insieme a tanti altri, particolarmente due eventi dolorosi hanno riempito le cronache in questi ultimi tempi, così succede che dopo essere stati tutti esperti di cardiochirurgia, oggi siamo tutti esperti di chirurgia addominale. Ribadisco, errori ci sono stati e verosimilmente anche gravi, pertanto chi deve pagare pagherà, però dobbiamo sempre ricordare che la chirurgia non è mai a rischio zero. Eventi avversi e complicanze rare non sono di per sé equivalenti di malasanità; a questo serve la giustizia in penale e civile. Noi medici lavoriamo sempre sotto stress, e la continua esposizione mediatica non ci aiuta, anzi aumenta l’acredine di un mondo che oramai vive in costante malafede nei confronti di tutto e soprattutto del mondo sanitario e, in questo, favorito dalla disinformazione vera e da una falsata e informazione che mira sempre lo scoop, perché è questo che fa notizia e non l’ordinario e buon andamento delle cose. Infatti, il famoso filosofo cinese Lao Tzu, vissuto verosimilmente tra il VI e IV secolo a.C. e fondatore del Taoismo, tra i tanti suoi aforismi, disse “Fa molto più rumore un albero che cade che non una foresta che cresce”. Posso anche comprendere la stampa e le sue esigenze, ma lasciateci almeno la buona fede del giuramento di Ippocrate che ci assiste ogni giorno nella cura dei pazienti.
Dopo questo piccolo sfogo, passiamo alla presentazione del numero di questa metà mese.
L’edizione di LANCET 2026-427 è stato quasi monotematico sulle malattie neurologiche. Considerata l’attualità della m. di Alzheimer e nonostante ci si sia occupati in varie occasioni di questa patologia, abbiamo pensato si offrirvi la sintesi di tre articoli particolarmente interessanti:
Un seminario/review della malattia di Alzheimer. Giuliano Pinna per Serrano Pozzo e coll Lancet 2026; 407: 2241–62.
Il confronto tra due traccianti ([18F] flortaucipir e [18F]MK6240) nella tau PET: un’evoluzione nei traccianti. Giuliano Pinna per Povala et al. on behalf of the HEAD Study Lancet 2026; 407: 2217–26.
I risultati degli studi Evoke ed Evoke+ sull’utilità della semaglutide almeno nelle fasi inziali della malattia di Alzheimer. In verità piuttosto deludenti. Giuliano Pinna per Cummings e coll. Lancet 2026; 407: 2167–79.
Filtrazione glomerulare misurata e stimata: associazione con il rischio di eventi avversi. Giuliano Pinna per Fu e coll JAMA. doi: 10.1001/jama.2026.9639 Published online June 4, 2026.
Quanto è affidabile il valore di filtrazione glomerulare utilizzato per definire la malattia renale cronica e prevedere il rischio di complicanze? In uno studio osservazionale condotto su 6.174 adulti in Svezia, una riduzione del tasso di filtrazione glomerulare misurato (mGFR) da 90 a 60 mL/min/1,73 m² è risultata associata a un aumento significativo del rischio di mortalità per tutte le cause e di insufficienza renale che richiede terapia sostitutiva. Questi risultati indicano che una funzione renale ridotta è correlata a esiti clinici peggiori e a un maggiore rischio di progressione verso l’insufficienza renale avanzata.
Inquinanti da traffico e industriali e rinosinusite cronica. Giuliano Pinna per Yang, e coll JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. doi: 10.1001/jamaoto. 2026.1176. Published online May 28, 2026.
In questo studio caso-controllo che ha analizzato campioni sino nasali di 92 individui con rinosinusite cronica e non cronica, l’esposizione al biossido di azoto legato al traffico è stata associata a un’elevata espressione di citochine di tipo 2, mentre l’esposizione al benzene e al piombo è stata associata a profili di citochine non di tipo 2 caratterizzati da modelli infiammatori più innati e neutrofilici. I risultati dello studio suggeriscono che l’esposizione residenziale a lungo termine a inquinanti legati al traffico e all’industria è associata a distinti profili infiammatori sino nasali e a una diversità endotipica, proponendo percorsi specifici per ciascun inquinante che potrebbero contribuire alla fisiopatologia eterogenea della rinosinusite cronica.
CRITICAL CARE
Nutrizione enterale precoce nello shock settico: beneficio o rischio? Mattia Lillu per PLOS One | https://doi.org/10.1371/journal.pone.0337118 November 19, 2025.
L’avvio della nutrizione enterale precoce (EEN) entro le prime 48 ore dall’ammissione in Terapia Intensiva è da tempo considerato un caposaldo della gestione del paziente critico, pur con alcune evidenze contraddittorie sui pazienti con shock settico trattati con vasopressori.
In questo studio retrospettivo gli autori mettono seriamente in discussione l’applicazione universale di questo dogma nella coorte di pazienti affetti da shock settico in ventilazione meccanica invasiva, evidenziando come nei pazienti settici critici in ventilazione meccanica e trattati con vasopressori, la nutrizione enterale precoce (entro 48 ore) si associ a un aumento della mortalità a 28 giorni, soprattutto con dosi medio alte di vasopressori; l’avvio dell’alimentazione dovrebbe quindi essere individualizzato e guidato dalla stabilità emodinamica.
DIPARTIMENTO PREVENZIONE
Richiami aggiornati del vaccino anti-Covid: i dati parlano chiaro, ma il messaggio fatica a passare. Giuliano Pinna e Sara Rotunno per Califf, * per JAMA Internal Medicine Published online June 15, 2026.
Robert M. Califf, in un Invited Commentary su due studi pubblicati online il 15 giugno su JAMA Internal Medicine, riflette sul significato e sull’eredità dei vaccini a mRNA contro il COVID-19, considerandoli uno dei maggiori successi della biomedicina contemporanea. A sei anni dall’inizio della pandemia, il virus SARS-CoV-2 è cambiato più volte e i vaccini sono stati aggiornati per mantenere la loro efficacia. Nel frattempo, è cambiata anche la situazione immunologica della popolazione: quasi tutte le persone sono entrate in contatto con il virus, con il vaccino o con entrambi, sviluppando così un elevato livello di immunità.
I due studi commentati nell’editoriale, che riportiamo alla fine di queste considerazioni, mostrano che, nonostante un contesto profondamente diverso rispetto ai primi anni della pandemia, le dosi booster aggiornate continuano a offrire una protezione significativa contro gli esiti più gravi della malattia. In particolare, si osserva una riduzione del rischio di ricovero ospedaliero, di eventi cardiovascolari maggiori e della mortalità per qualsiasi causa.
Abbiamo riportate delle sintesi anche dei due lavori citati.
Vaccinazione 2024-2025 COVID-19 ed Eventi Cardiovascolari Maggiori (MACE) in US Veterans.
Efficacia della vaccinazione anti COVID-19 nel 2024-2025 nella popolazione adulta.
Poco prima di andare in rete è stato pubblicato questo nuovo lavoro, che in pratica è un aggiornamento del precedente.
Stima preliminare dell’efficacia dei vaccini anti-COVID-19 2025-2026 negli adulti mediante un disegno di studio “test-negative.”
ANGOLO SIIA FADOI
La pressione rilevata in Pronto Soccorso: perché non utilizzarla (anche) come screening per l’ipertensione? Giuliano Pinna per Parrelli e coll Journal of Hypertension 2026, 44:1071–1073.
L’approccio all’ipertensione in Pronto Soccorso, se si escludono gli eventi acuti, è piuttosto superficiale e non finalizzato. Invece proprio il Pronto Soccorso potrebbe essere un’occasione di screening per scoprire un eventuale ipertensione cronica. Questo studio offre numeri sconfortanti.
SHORT REPORT
Andrea Fontanella – La MASLD confermata da biopsia è associata a un aumentato rischio di malattia renale cronica.
In questo SHORT REPORT ho richiamato l’attenzione sul crescente riconoscimento della sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), un modello che considera obesità, diabete di tipo 2, malattia cardiovascolare, malattia renale e MASLD come manifestazioni di una stessa disfunzione metabolica.
Mi fa anche piacere rilevare che in questo numero di aggiorn@fadoi la sezione delle linee guida è in pratica interamente dedicata a questo argomento; infatti, Tiziana Attardo ci segnala e ci commenta l’UPDATE dell’American Association for the Study of Liver Disease sull’efficacia della Semaglutide nella terapia della disfunzione metabolica associata alla steatoepatite, che pur non essendo una vera e propria linea guida appare di estremo interesse al punto di indurci ad unirlo alle linee guida pratiche dell’AISF sul trattamento farmacologico della disfunzione metabolica associata alla MASLD/MASH e di integrarle con la dichiarazione di consenso dell’American Association of Clinical Endocrinology (AACE) Algoritmo per la gestione degli adulti con diabete mellito di tipo 2 – Aggiornamento 2026.
Nella sintesi comparata che Tiziana fa di questo update e delle linee guida emerge una vera e propria unificazione concettuale tra diabetologia ed epatologia metabolica. Non si tratta semplicemente di update che “parlano” di malattie frequentemente associate, ma della progressiva affermazione di un modello in cui diabete tipo 2, obesità, steatosi epatica, malattia cardiovascolare e malattia renale sono considerate espressioni diverse della stessa disfunzione metabolica. Ed in questa ottica nella Guidance AISF la MASLD non identifica solo un rischio epatico, ma si impone come predittore di rischio cardiovascolare aumentato e, quindi, anche di rischio di danno renale. Col suo commento Tiziana ci esorta alla considerazione delle complicanze condivise, ovvero che “il messaggio più profondo dei due documenti è probabilmente questo: non esistono più compartimenti stagni, Il diabetologo non può ignorare il fegato, l’epatologo non può ignorare il diabete, Il cardiologo non può ignorare la MASLD, Il nefrologo non può ignorare l’obesità.” E tutto questo coincide con la tipica visione dell’Internista, ovvero che la gestione moderna richiede una presa in carico integrata del paziente metabolico.
Pertanto, proprio avvalorando quanto ci viene presentato in modo così efficace e brillante da Tiziana, nello Short report che vi presento si vuole dimostrare come la MASLD, confermata da biopsia, sia associata a un aumentato rischio di malattia renale cronica, dimostrando ancora una volta di quanto forte sia la interconnessione tra i diversi sistemi d’organo e le disfunzioni del metabolismo.
MEDICINA DI GENERE
Differenze di genere nelle relazioni genetiche e causali tra depressione, fumo e consumo di alcol: il ruolo dello status socioeconomico. Isabella Zanotti, Elena Barbagelata per Jihua Hu e coll. Medicina psicologica. 2 marzo 2026, 02:56: e58. doi: 10.1017/S0033291726103195.
Sono state studiate le relazioni genetiche specifiche per genere tra disturbo depressivo maggiore (MDD) e fenotipi di abuso di sostanze utilizzando i dati sia studi di associazione a livello genomico della UK Biobank (database biomedico) sia i dati di GWAS stratificati per sesso disponibili pubblicamente nel Regno Unito. Questi risultati rivelano relazioni genetiche e causali specifiche per sesso tra fumo, consumo di alcol e MDD, ed evidenziano il ruolo dello status socioeconomico come possibile fattore confondente. Tenere conto del sesso e del contesto socioeconomico è fondamentale quando si esaminano queste associazioni.
ANGOLO ANÌMO
L’effetto del massaggio riflessologico sul dolore e sulla qualità di vita nei pazienti diabetici con dolore neuropatico: revisione sistematica e metanalisi. Stefania Di Berardino, Ignazia Lo Burgio per Topal K e coll. Pain Manag Nurs. 2026 19: S1524-9042(26)00177-3. doi: 10.1016/j.pmn.2026.05.010. Epub a head of print. PMID: 42321037.
La riflessologia può contribuire a ridurre il dolore neuropatico nelle persone con diabete e migliorare la loro qualità di vita. Pur non sostituendo le terapie mediche, rappresenta un intervento complementare e non farmacologico che può affiancare la gestione del dolore. Per questo motivo, è utile che anche gli infermieri ne conoscano il potenziale come strategia di supporto nell’assistenza ai pazienti con neuropatia diabetica.
ANGOLO DELLE LINEE GUIDA
Tiziana Attardo ci ha proposto questo update e una sintesi comparata fa di questo update e delle linee guida rivolte sostanzialmente allo stesso argomento, aggiungendo un suo brillante ed interessante commento.
- Update Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF).
- Semaglutide therapy for metabolic dysfunction – associated steatohepatitis: November 2025. Updates to AASLD PRACTICE Guidance.
- AISF practice guidance on pharmacological treatment of metabolic dysfunction associated with steatotic liver disease and steatohepatitis (MASLD/MASH): AISF 2026.
- American Association of Clinical Endocrinology Consensus Statement: Algorithm for Management of Adults with Type 2 Diabetes — 2026.
Giuliano ed io siamo particolarmente soddisfatti di questo numero di Aggiorn@FADOI, vi auguriamo, pertanto, una buona e proficua lettura e buon riposo a chi sta godendo le sue vacanze.
Andrea Fontanella
Aggiorn@FADOI Numero 250 | 15 Luglio 2026
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