Da pochi minuti Ruggero è scomparso……
Tra le tante emozioni che questo momento evoca si fa strada e continua ad affiorare prepotente alla mia mente una espressione della cultura africana pronunciata nel bellissimo film Amistad (non so se lo abbia visto ma so che lo avrebbe amato): Non si può mai “essere stati” un capo: “si è” un capo.
Non un titolo ma una responsabilità integrale che definisce una persona.
E’ cosi’ per Ruggero .. e questo è il primo tratto di lui che voglio ricordare con affetto e rispetto; è quello che ci ha insegnato in tanti modi ma soprattutto con l’esempio.
Medico eccellente, colto e raffinato, uomo accorto e sagace capace di “ prevedere” oltre che, sempre, di provvedere; spirito libero e fiero, pieno di dignità e di orgoglio, sempre “un passo avanti”. Ha dato alla Medicina Interna un volto nobile e una misura “alta” che ha sempre difeso e tutto questo ha donato a FADOI e a tutti noi in tanti anni di vita Societaria.
Devo molto a Ruggero a livello personale, professionale e scientifico; è stato il mio Primario ed il mio mentore nella nostra Società, un punto riferimento certo e costante anche negli ultimi mesi quando il flusso della vita ha di necessità diradato le nostre frequentazioni.
Spesso di fronte a una situazione complessa mi sorprendo a chiedermi : cosa avrebbe fatto Ruggero? E la risposta che trovo mi appare sempre la strada migliore da percorrere.
So di non essere tra noi la sola a pensare questo ogni giorno e come voi lo onorerò come merita.
Grazie Ruggero, con tutto il cuore. E’ difficile stare senza di te, ma sapremo farlo come ci hai insegnato.
Ti ricordiamo così, come nella foto scattata in uno dei nostri Congressi che hai sempre animato con sapienza e garbo: sorridente e anche un po’ altero ma … sempre presente.
Serena Fiore