Care Amiche e cari Amici della FADOI e dell’ANÌMO,
eccoci al numero di Aggiorn@FADOI del 1° luglio, praticamente un numero a “maniche corte”; l’estate astronomica è oramai iniziata da una decina di giorni e dal punto di vista climatico ci sembra di essere già in pieno solleone agostano.
Per rinfrescarvi almeno la mente ci pensa, quindi, Aggiorn@FADOI con i suoi articoli freschi di giornata e per allietarvi con una buona notizia mi fa piacere implementare l’uscita della Gazzetta Ufficiale del 24 giugno, che molti di voi avranno già letto ma che mi fa piacere appunto diffondere. In questo numero della Gazzetta viene finalmente rettificata la Nota AIFA 99, quella che disciplina la prescrizione dei farmaci per la terapia inalatoria con LABA, LAMA, ICS e relative associazioni precostituite (LABA/ICS, LABA/LAMA, LABA/LAMA/ICS) nei pazienti con Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). In questo aggiornamento si tiene finalmente conto delle Linee guida internazionali per il trattamento della BPCO e, in particolare, della « Global Strategy for Prevention, Diagnosis and Management of COPD (GOLD) » che, sin dal 2023, raccomanda l’utilizzo di singoli inalatori al fine di favorire una maggiore aderenza terapeutica e rafforza la raccomandazione all’impiego delle associazioni LABA+LAMA e LABA+LAMA+ICS, anticipandone l’utilizzo a stadi clinici di malattia meno gravi, ampliando, pertanto, la popolazione eleggibile. In considerazione di questo, ad un anno dalla sospensione del Piano terapeutico per le Gliflozine, viene abrogata la Scheda di valutazione e prescrizione specialistica per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) relativamente alla terapia inalatoria con associazioni precostituite LAMA+LABA+ICS, fermo restando il fatto che le regioni e le aziende sanitarie sono comunque tenute a verificare l’appropriatezza delle prescrizioni in ambito territoriale di questi farmaci. La nota 99 precisa che la prescrizione a carico del SSN dei farmaci inclusi nella nota per l’indicazione alla terapia inalatoria di mantenimento della BPCO è limitata ai pazienti con diagnosi certa di BPCO. La sospetta diagnosi di BPCO in pazienti che presentano dispnea, tosse cronica o espettorazione e/o una storia di esposizione a fattori di rischio per la malattia, deve essere confermata mediante spirometria che dimostri la presenza di una ostruzione bronchiale persistente.
Abbiamo, pertanto, compiuto un altro passo avanti che consente a tutti noi internisti di essere autonomi nella prescrizione di tali farmaci, nell’ambito ovviamente dell’appropriatezza prescrittiva, permettendoci di essere assolutamente in linea con le attuali conoscenze medico scientifiche.
Daraxonrasib nel carcinoma pancreatico avanzato con mutazione RAS precedentemente trattato. Giuliano Pinna per Brian M. Wolpin N Engl J Med 2026; 394:1790-802. DOI: 10.1056/NEJMoa2505783.
Il daraxonrasib rappresenta una nuova e promettente strategia nella terapia del carcinoma pancreatico, perché agisce direttamente sulle alterazioni genetiche che guidano la crescita di questo tumore. Sebbene siano necessari ulteriori studi per confermarne l’efficacia, i risultati iniziali suggeriscono che potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per pazienti che oggi hanno opzioni molto limitate.
Il testosterone fa sempre male al cancro della prostata? Trattamento con testosterone nei pazienti con ipogonadismo sopravvissuti al cancro alla prostata. Uno studio clinico randomizzato. Giuliano Pinna per Bhasin AMA Intern Med. doi: 10.1001/jamainternmed.2026.1343 Published online May 11, 2026.
La terapia sostitutiva con testosterone a breve termine è sicura ed efficace nel migliorare la funzione sessuale e fisica negli uomini con carcinoma prostatico di basso grado e ipogonadismo trattati con prostatectomia radicale. Lo SPIRIT apre, infatti, uno scenario nuovo: la possibilità che, in casi selezionati, il testosterone possa essere utilizzato anche nei sopravvissuti al tumore della prostata per migliorare il benessere, senza compromettere la sicurezza oncologica almeno nel breve periodo. Tuttavia, lo studio non è stato né sufficientemente lungo né sufficientemente ampio per valutare la recidiva clinica o la sicurezza a lungo termine.
Applicazione mobile come terapia digitale per l’acufene cronico. Uno studio clinico randomizzato. Giuliano Pinna per Wasano e coll. per Wasano e coll. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. doi:10.1001/jamaoto.2026.0858 Published online May 7, 2026.
In questo studio clinico randomizzato condotto su 30 pazienti affetti da acufene, i pazienti che hanno utilizzato un App per dispositivi mobili contenente consulenza educativa ed elementi di terapia cognitivo-comportamentale hanno mostrato un miglioramento sostanziale e duraturo del disagio correlato all’acufene e della compromissione funzionale, rispetto ai pazienti che hanno utilizzato un App di controllo fittizia priva di contenuto terapeutico. Questi risultati suggeriscono che questa app mobile terapeutica per il trattamento dell’acufene potrebbe rappresentare un intervento efficace e standardizzato per le persone affette da acufene cronico.
Interruzione della terapia con levotiroxina negli adulti di età pari o superiore a 60 anni. È possibile? Quando è possibile? Giuliano Pinna per Ravensberg e coll JAMA. 2026;335(17):1491-1498. doi: 10.1001/jama.2026.2864. Published online April 6, 2026.
In uno studio prospettico su adulti di almeno 60 anni sottoposti a riduzione graduale della levotiroxina, circa un quarto dei partecipanti (26%) è riuscito a sospendere il trattamento mantenendo valori di TSH sotto 10 mIU/L e livelli di tiroxina libera nella norma. Il successo è risultato molto più frequente tra chi assumeva dosi basse (≤50 µg/die): in questo gruppo, quasi due terzi (64%) hanno interrotto la terapia senza alterazioni significative. In sintesi, nei pazienti over 60 — soprattutto se in terapia a basso dosaggio — è opportuno rivalutare periodicamente la reale necessità di continuare la levotiroxina.
CRITICAL CARE
Impatto sulla sopravvivenza dell’anestesia d’emergenza preospedaliera con intubazione nei pazienti con trauma maggiore, stratificati in base al rischio: uno studio di modellizzazione causale. Giuliano Pinna e Claudio Marone per Nelson e coll. Lancet Respir Med 2026; 14: 256–66. Published Online February 11, 2026.
L’impiego di un modello di stratificazione basato sull’apprendimento automatico (machine learning) per guidare l’intubazione in ambito preospedaliero, utilizzando i dati raccolti prima dell’arrivo in ospedale, si prevede possa migliorare la sopravvivenza a 30 giorni dei pazienti con trauma maggiore. A nostra conoscenza, questo rappresenta il più elevato livello di evidenza disponibile finora sull’efficacia dell’intubazione preospedaliera nei casi di trauma maggiore e potrebbe contribuire al dibattito sulle politiche di finanziamento delle équipe specialistiche di terapia intensiva preospedaliera, al fine di valutare un ampliamento dell’accesso a questo intervento.
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
Vaccino antinfluenzale e infezioni e morte. Giuliano Pinna e Sara Rotunno per ZHU JAMA Network Open. 2026;9(6): e2617684. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2026.17684.
Durante la stagione influenzale 2024-2025 in California, la vaccinazione antinfluenzale è risultata associata a una protezione significativa contro l’infezione e le sue conseguenze più gravi. Le persone vaccinate hanno mostrato una probabilità inferiore del 40% di contrarre un’influenza confermata in laboratorio. Inoltre, tra gli adulti di 65 anni e oltre che hanno comunque sviluppato l’influenza, la vaccinazione è stata associata a una riduzione del 29% del rischio di morte per cause correlate all’influenza. Questi risultati indicano che il vaccino, pur non eliminando completamente il rischio di malattia, contribuisce in modo importante a ridurre sia i casi di influenza sia la mortalità associata.
L’ANGOLO INTERSOCIETARIO SIIA-FADOI
Nuove “mode” nell’iperaldosteronismo primario.
Il numero di maggio di Hypertension è stato quasi interamente dedicato all’iperaldosteronismo. La newsletter della SIIA Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta di maggio ha cercato di fare una sintesi dei numerosi articoli e dal complesso degli articoli possono emergere facili entusiasmi. Tutto ciò ha stimolato il prof. Paolo Mulatero, Full Professor of Internal Medicine Università di Torino e uno dei maggiori esperti a livello internazionale di iperaldosteronismo, a stilare una nota critica che consideriamo di grande interesse.
SHORT REPORT
ACC/AHA insieme a ADA e ASN pubblicano le prime linee guida in assoluto per la sindrome Cardio-Nefro-Metabolica (CKM).
Visto il grande interesse e la loro originalità, stavolta per il mio short report ho scelto di commentare e sintetizzare le nuove linee guida multi-societarie sull’obesità che si sono orientate verso un approccio integrato alla salute cardiovascolare, renale e metabolica, enfatizzando così la gestione sinergica delle cure tra i diversi sistemi d’organo. Naturalmente queste linee guida appariranno nella specifica sezione di questo numero.
Queste linee guida sono le prime a concentrarsi sulla sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), un termine relativamente nuovo che indica esplicitamente la necessità di riunire diverse specialità per individuare precocemente i problemi interconnessi.
SPAZIO GIOVANI FADOI
Naloxone ed outcome clinici nell’arresto cardiaco extraospedaliero da sospetta overdose di oppioidi. Ilaria Carbone, Claudio Marone per. Wang e coll JAMA Network Open. 2026;9(5): e2615539. doi:10.1001/jamanetworkopen.2026.15539 (Reprinted) May 29, 2026, 1/13.
In questo ampio studio di coorte, l’uso pre-ospedaliero del naloxone nei pazienti con sospetto arresto cardiaco indotto da oppioidi si associa a tassi più elevati di sopravvivenza, a migliori esiti neurologici alla dimissione e a una maggiore frequenza di ROSC sostenuto. Tuttavia, l’attenuazione dell’effetto nella sottoanalisi dei pazienti trattati con adrenalina evidenzia la presenza di possibili bias metodologici intrinseci (come il resuscitation-time bias o l’inclusione di arresti respiratori scambiati per arresti cardiaci). Questi dati supportano fortemente la necessità clinica di avviare un trial clinico randomizzato controllato per stabilire in modo definitivo l’efficacia del naloxone nell’OA-OHCA.
MEDICINA DI GENERE
Donne e uomini traggono benefici simili dalla riabilitazione cardiologica: un’analisi secondaria dello studio clinico randomizzato OPTICARE. Antonella Di Pomponio ed Elena Barbagelata per Ter Hoeve e coll. J Rehabil Med. 2026 Jan 7:58: jrm44504. doi: 10.2340/jrm.v58.44504.
Lo studio OPTICARE, che ha seguito 147 pazienti donne e 642 pazienti uomini inseriti all’interno di specifici programmi riabilitativi cardiologici, valutando la loro capacità aerobica, la condizione di salute cardiovascolare e il benessere psicosociale all’inizio, alla fine e 18 mesi dopo la conclusione del programma riabilitativo, ha dimostrato che donne e uomini traevano, complessivamente, benefici simili dalla riabilitazione cardiologica, con beneficio maggiore per i sintomi depressivi nelle donne le quali, però, presentavano maggiori difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi relativi all’attività fisica e risolvevano meno efficacemente i sintomi riferibili all’ansia. Quanto premesso suggerisce che la personalizzazione del programma riabilitativo cardiologico post acuzie risulta fondamentale per rispondere alle diverse esigenze di salute fra uomini e donne.
L’ANGOLO ANÍMO
Conoscenze e pratiche infermieristiche nella detersione delle lesioni e della cute peri-lesionale: evidenze da una survey nazionale canadese. Ignazia LoBurgio per Le Blanc e coll, Advances in Skin & Wound Care, 2026.
Le linee guida internazionali più recenti raccomandano la detersione a ogni cambio di medicazione, l’attenzione sistematica alla cute peri-lesionale e l’impiego di soluzioni efficaci contro il biofilm ma non dannose per i tessuti vitali. In questo contesto, cresce l’interesse verso detergenti a bassa citotossicità, come l’acido ipocloroso, capaci di coniugare efficacia antimicrobica e sicurezza biologica
L’ANGOLO DELLE LINEE GUIDA
- Sindrome Cardio-Nefro-Metabolica (CKM). AHA/ACC/ADA/ASN 2026.
- Revisione critica 2026 delle Linee guida cliniche ACG 2024 per il Trattamento dell’infezione da Helicobacter pylori
- Linee guida NICE 2026 su Zanidatamab per il trattamento del tumore avanzato delle vie biliari HER2-positivo.
Ecco, care Amiche e cari Amici, questo è quanto. Non mi resta che augurarvi una buona lettura e un buon inizio della stagione estiva
Andrea Fontanella
Aggiorn@FADOI Numero 249 | 1° Luglio 2026
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